USTICA. Consiglio comunale e assemblea cittadina, ecco com’è andata

(Frances Barraco) Ventiquattro ore impegnative, per i cittadini di Ustica, quelle appena trascorse; giovedì sera in Consiglio comunale, il primo dall’inizio dell’estate, il sindaco Licciardi, come da Statuto, ha relazionato consiglieri e cittadini in merito alla revoca delle deleghe all’ex assessore Ajovalasit facendo risalire il punto di rottura all’affaire “depuratore comunale”, tra le tante motivazioni del sindaco quella che ha più colpito è stata l’accusa a Valeria Ajovalasit di non averlo seguito sul percorso della legalità. Accusa pesante e stonata per chi conosce il curriculum e l’excursus di vita dell’ex assessore.

Venerdi mattina, un articolo comparso sulle cronache di Palermo del quotidiano “la Repubblica” a firma di Salvo Palazzolo, nel sottotitolo così recitava: “Note riservate della Prefettura su infiltrazioni delle cosche in dodici amministrazioni del palermitano. Sospetti su lavori con assegnazione diretta ad Altofonte, Carini, Cefalù ed Ustica”.

Si è aspettato il pomeriggio per chiedere, in sede di assemblea cittadina, notizie in merito al sindaco che si è dichiarato totalmente ignaro della cosa e che si è impegnato a reperire presso la Prefettura tutte le notizie in merito e darne così contezza ai cittadini.

Questa assemblea, promossa dal sindaco, ha abbracciato ben nove punti tutti molto corposi; iniziata alle 18 si è sciolta alle 22, e solo per stanchezza di tutti i convenuti; è stata caratterizzata dalla presenza di un folto e variegato pubblico che con estrema attenzione e totale silenzio ha pazientemente e con grande interesse ascoltato per quasi due ore l’esposizione del sindaco, che con grande capacità e dialettica ed “a braccio” ha toccato tutti gli argomenti in scaletta.

Quando poi l’assemblea si è aperta agli interventi del pubblico, a cominciare dalle dichiarazioni dell’ex vicesindaco Tranchina, è risultato evidente che gli argomenti posti per il confronto con la cittadinanza erano troppi e che la maggior parte degli interrogativi, sorti nella cittadinanza da marzo ad oggi, sarebbero rimasti inevasi.

Forse il sindaco si è sentito attaccato dalle tante e precise domande che gli venivano poste ed ha cominciato a scomporsi, rimproverando, ad esempio, a Tranchina di non essere riuscito ad esercitare il suo ruolo di amministratore nel relazionarsi con il capo dell’Ufficio tecnico Riccio, ricordandogli come egli stesso, nel suo primo mandato, pur avendo contro l’allora capo dello stesso ufficio, fosse riuscito a governare, dimenticando che, quasi appena insediato, si era dotato di un consulente che lo ha accompagnato in tutti i suoi scontri con l’Ufficio tecnico. Ed ancora attaccando Valeria Ajovalasit, facendo risalire il primo vero motivo di scontro a marzo, quando si affrontò il tema telecamere, accusandola di trasversalità nel cercare supporto dai membri della minoranza e di inesperienza nel ruolo di amministratore, liquidando l’associazione ArciDonna come semplice associazione, e citando l’insuccesso della della Ajovalasit nella sua candidatura in ambito siciliano anche qui dimenticando qualcosa, anch’egli aveva provato, senza successo a candidarsi fuori da Ustica.

Tante, troppe pietre sono state lanciate nello stagno e le onde, intersecandosi tra loro non hanno contribuito a fare chiarezza, né è possibile chiudere in modo definitivo gli argomenti. Sicuramente si deve andare avanti ma per farlo bene e con successo occorre chiarezza.

I numerosi cittadini rimanendo presenti, per tutte le quattro ore occupate dall’assemblea, hanno dimostrato una grande attenzione ed interesse alla cosa pubblica con atteggiamento critico, costruttivo e propositivo, altra importante considerazione che se ne trae è che non si vuole delegittimare questa Amministrazione ma che la delega all’amministrare va costantemente rinnovata.

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One thought on “USTICA. Consiglio comunale e assemblea cittadina, ecco com’è andata

  1. Mi viene da pensare: “state buoni, se potete”. Quando la salita è ripida, servono le forze di tutti, non c’è maggioranza nè opposizione, non c’è “fulgido” passato che tenga. E’ la capacità di interpretare il presente che fa la differenza, assieme alla capacità di vedere ciò che unisce più di ciò che divide………………..

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