USTICA. Variazioni e debiti fuori bilancio, ecco com’è andata l’ultima seduta del Consiglio

(Frances Barraco) Oneroso e impegnativo il Consiglio comunale del 30 novembre, che verteva tutto sul bilancio, ed essendo il 30 proprio l’ultimo giorno utile per fare variazioni o riconoscere debiti che, finora, non si erano palesati, ha preteso tutta la buona volontà e capacità possibili da parte del Consiglio.

Alcuni gli assenti, D’Arca per il gruppo di minoranza e i consiglieri Tranchina e Zanca per il gruppo di maggioranza, presenti il sindaco e tutti gli assessori, con l’eccezione di Amedea Alessandri.

Di supporto all’Amministrazione attiva erano presenti il capo dell’Ufficio tecnico Riccio e il ragioniere comunale Alessandri.

Prima di aprire la seduta, il presidente ha fatto cenno alle gravi difficoltà in cui si troverà tutta la cittadinanza usticese dal 1° dicembre, giorno in cui viene meno la corsa integrativa di collegamento con la terraferma espletata dalla società Usticalines; i primi gravi disagi inizieranno subito con problemi sanitari, ovvero con il mancato arrivo dei medici Asp che settimanalmente hanno espletato servizi specialistici arrivando con il catamarano Usticalines alle 9 e ripartendo alle 14. Il presidente ha auspicato una veloce soluzione.

In apertura di seduta, il sindaco Licciardi ha chiesto la parola ed annunciato la nomina del nuovo vicesindaco, nella persona dell’assessore Campolo, giustificando il grosso ritardo – ricordiamo che l’ex assessore e vicesindaco Tranchina aveva rassegnato le dimissioni a fine settembre – con la ritrosia da parte degli altri assessori, vecchi e nuovi, a ricoprire questa carica particolarmente importante.

Quando poi si è entrati nel vivo dei lavori, il consigliere Lupo ha chiesto che venisse fatta una rettifica al verbale della seduta del 16 ottobre, relativa alla comunicazione del sindaco sulle motivazioni che lo avevano spinto a sollevare dall’incarico di assessore Valeria Ajovalasit. Ricordiamo che, in questa occasione, il sindaco aveva lamentato che la Ajovalasit, in merito all’affaire depuratore non lo avesse seguito sul percorso di legalità da lui intrapreso; a questa affermazione, il consigliere Lupo aveva espresso le proprie rimostranze, che non erano state correttamente riportate in verbale.

Quando si è poi cominciato a parlare di debiti fuori bilancio, il gruppo di minoranza ha eccepito di non aver avuto tutto il tempo necessario per studiare la documentazione così corposa ed impegnativa, e che per argomenti così importanti e ostici sarebbe meglio fare preconsigli aperti anche alla minoranza; a questa ultima affermazione è insorto il consigliere Mancuso, ricordando, nell’ambito dell’ultimo preconsiglio congiunto, la presunta presenza di un registratore proprio tra i consiglieri della minoranza, e ne ha “dette” anche alla consigliera Lupo, ricordandole che è inutile rinvangare le cose passate, tanto ormai “Milosevic se n’è andato” , riferendosi all’ex assessore Aiovalasjt.

Onerosi e impegnativi gli argomenti del Consiglio, ma affrontati con una “dialettica vivace”, caratterizzata da fraintendimenti fra i vari attori che hanno spesso ricordato al pubblico una “commedia degli equivoci”.

Andando avanti, si è affrontata la variazione di bilancio in capo all’ Amp; la proposta avanzata da parte del direttore facente funzioni Riccio, già capo dell’Utc, riguardava l’utilizzo di parte della somma risparmiata dalla corresponsione dello stipendio all’ex direttore dimissionario, Di Carlo, al netto delle sue spettanze quale direttore facente funzioni, a favore di quei dipendenti comunali che nell’arco dell’anno si erano prodigati nel collaborare al buon funzionamento dell’Amp. La consigliera Lupo si è subito opposta ritenendo più giusto che questa decisione fosse rimandata al prossimo direttore, visto che Riccio avrebbe solo dovuto, come facente funzioni, garantire il normale andamento amministrativo in attesa della nomina definitiva di un nuovo direttore; a questa affermazione Riccio, piccato, ha risposto che se avesse saputo di dover solo attendere al pagamento delle bollette non avrebbe accettato l’incarico, lui che ha un curriculum di tutto rispetto – ne ha elencato una parte – che gli consentirebbe a pieno titolo di partecipare al bando per direttore, dichiarando inoltre che le ore di lavoro che, da contratto, sarebbe tenuto a svolgere per il Comune di Ustica sono non più di venti, mentre nella realtà arrivano anche a sessanta e che questa sua dedizione, che lo sottrae agli affetti familiari, è dettata dall’amore che ha per Ustica. Queste affermazioni non hanno convinto né la consigliera Lupo né il gruppo di minoranza, che hanno votato contro la proposta, comunque passata cinque a quattro.

Si è poi affrontato il debito fuori bilancio che riguarda la società partecipata Imed. Questa società, nata tra i Comuni di Ustica, Pantelleria e Favignana in capo alle Egadi per la gestione dei patti territoriali, prevedeva da parte dei soci, per il suo mantenimento, il versamento di una quota annuale, quota che a partire dal 2009 non è più stata pagata. Lo standby-by di questa società ha causato l’interruzione del versamento da parte del ministero dei fondi necessari a pagare le opere pubbliche già effettuate (per Ustica si parla del centro velico, banchine Barresi e Sailem), e dal momento che, sebbene questi fondi arrivino alla società, i committenti delle opere pubbliche sono i singoli Comuni, ecco che sia apre un nuovo debito nei confronti di quei professionisti e ditte che hanno effettuato i lavori. Per venire fuori da questo empasse i tre sindaci coinvolti hanno preso la decisione di riattivare la società Imed immettendo quelle somme non più pagate (per Ustica ammontano a poco più di 29 mila euro) in modo da poter chiedere a pieno diritto l’erogazione, da parte del ministero, dei fondi necessari al pagamento dei lavori già effettuati (il debito del Comune di Ustica nei confronti di professionisti e ditte ammonterebbe a circa 300 mila euro), quindi quasi un atto dovuto il riconoscimento di questo debito fuori bilancio da parte del Consiglio, ma di questo avviso non è stata la minoranza che, sebbene avesse lamentato di non aver avuto tutto il tempo necessario per esaminare i documenti, ha votato contro allegando una lunga e corposa dichiarazione di voto.

In ultimo sono andate in discussione le misure correttive alla deliberazione della Corte dei conti che metteva in evidenza sei criticità a carico del Comune di Ustica. Le misure correttive adottate dall’Amministrazione hanno ridotto a quattro le criticità, scongiurando così il pericolo di dissesto finanziario previsto per criticità da cinque in su.

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One thought on “USTICA. Variazioni e debiti fuori bilancio, ecco com’è andata l’ultima seduta del Consiglio

  1. Per completezza e correttezza dell’informazione va detto che, forse per una dimenticanza, nell’articolo si è omesso di dire che le condizioni di ente strutturalmente deficitario riguardano il conto consuntivo del 2012 e cioè un esercizio finanziario precedente all’attuale consiliatura. Inoltre sarebbe stato utile aggiungere all’articolo, sopratutto a vantaggio della tranquillità dei cittadini usticesi, l’informazione che l’attuale Consiglio Comunale in carica in collaborazione con gli uffici in due esercizi finanziari (2013 e 2014) ha rimesso a posto i conti del Comune.
    Grazie

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