USTICA. Trasporti, riflessioni a una settimana dall’interruzione del servizio integrativo

(Frances Barraco) La cittadinanza usticese, dal 1° dicembre, si trova orfana del servizio integrativo di collegamento con la terraferma finanziato dalla Regione.

Negli ultimi anni, questo servizio, reso egregiamente dalla società Usticalines, aveva reso possibile il servizio sanitario specialistico dando grande sollievo alle necessità della popolazione usticese; esso dava altresì la possibilità del pendolarismo sia ai professori, con cattedre di poche ore nell’arco della settimana, sia a tecnici o professionisti, che potevano arrivare sull’isola di prima mattina a svolgere il lavoro per il quale erano stati chiamati e ripartire nel primo pomeriggio. Veniva in questo modo garantita la continuità territoriale indispensabile e si abbatteva il senso d’isolamento dato dall’insularità.

Il contratto che la società Usticalines si era aggiudicato, scaduto a fine ottobre, è stato prorogato di un altro mese dalla Regione; prima della scadenza della proroga era stato indetto un nuovo bando per un servizio che sarebbe durato per quattro mesi, sino ad arrivare a un bando europeo della durata di tre anni.

La gara è andata deserta e il servizio si è interrotto; la Regione si è subito attivata per una nuova gara, le cui offerte, secondo le aspettative, avrebbero portato ad una aggiudicazione il 9 dicembre, consentendo presumibilmente la riattivazione del servizio già dal giorno successivo, ma anche questa volta non si è presentata nessuna delle compagnie di navigazione invitate.

Scarse e poco incoraggianti le notizie che arrivano dall’Amministrazione usticese, e sebbene si legga che i sindaci delle isole interessate abbiano chiesto l’intervento dei rispettivi prefetti di riferimento, nessuna rassicurazione diretta arriva da parte del sindaco Licciardi, che nei suoi comunicati relaziona solo sul fatto che la Regione sta studiando per il bando europeo una durata di cinque anziché tre anni e plaude alla clausola, nel nuovo bando, di un pagamento da parte della Regione solo per le corse effettuate.

Chi ha avuto la possibilità di leggere i bandi recentemente fatti, parla anche di un aumento del costo del biglietto sia per i residenti che per i non residenti, di quest’ultima notizia il sindaco non fa menzione.

Quello che preoccupa la cittadinanza è il non sapere ancora, a distanza di una settimana dall’interruzione del servizio integrativo, quando questo riprenderà e preoccupano il silenzio da parte dell’Amministrazione e l’incapacità dimostrata nell’ultimo Consiglio comunale, nel quale si era affrontato proprio l’argomento “servizio integrativo”, a trovare coesione e unità d’intenti a garanzia della popolazione: vince, insomma, ancora una volta la politica.

Ma, se un’osservazione ci è consentito di fare, quello che lascia interdetti è il modo supino con il quale la popolazione sta accettando questo stato di cose, pur lamentandosene, eppure è la stessa popolazione che, poco tempo fa, fece conoscere la propria insoddisfazione, sempre in tema trasporti, manifestando e protestando in modo determinato ed incisivo, quando “il suono a distesa delle campane” serviva a dare l’avviso all’adunanza dei manifestanti, allocuzione, questa, ripresa da tutti i quotidiani della Sicilia.

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