L’EDITORIALE. Trasporti, il sondaggio pleonastico del sindaco che sposta l’attenzione e non risolve il problema

(Frances Barraco) L’accorata richiesta d’aiuto che da questo foglio, e non solo, è stata fatta al sindaco e all’Amministrazione usticese in merito all’emergenza sanitaria che si è creata sull’isola in seguito all’interruzione dei servizi di collegamento integrativi a partire dallo scorso 1° dicembre, non ha avuto risposta positiva.

Il sindaco Licciardi ha, invece, aperto un sondaggio attraverso il quale chiede ai cittadini di esprimersi in merito a una clausola, da inserire nel prossimo bando pluriennale per i collegamenti integrativi a cura della Regione siciliana, che prevederebbe il pagamento delle sole corse effettuate. Con questo sondaggio, posto online il giorno dopo la “richiesta d’aiuto”, Licciardi ha fatto una scelta di priorità, che non è quella di riconoscere l’emergenza sanitaria.

Non specificando quale fine potesse avere il sondaggio da lui aperto, si possono solo fare delle illazioni; ha forse voluto comunicare che la Regione sta lavorando alla stesura del nuovo bando e che l’Amministrazione e i cittadini di Ustica possono attivamente collaborare? Oppure ha voluto stornare l’attenzione dal disagio che i cittadini stanno subendo dal 1° dicembre?

Al momento non è dato saperlo, ma quello che certamente si può affermare su questo sondaggio è che risulta pleonastico, dal momento che sempre, negli anni, i cittadini usticesi si sono espressi chiaramente in merito, auspicando il pagamento solo delle corse effettuate. Questa riflessione da parte dei cittadini nasce dai disservizi a carico prima della Siremar e dopo della CdI.

Va detto, però, che la convenzione che il ministero ha sottoscritto con la CdI affidandole il servizio di collegamento marittimo con le isole minori della Sicilia per un periodo che va dal 30 luglio 2012 al 30 luglio 2024, all’articolo 17 (“viaggi straordinari”), così recita: “Per soddisfare particolari esigenze di interesse pubblico, i ministeri vigilanti, sentita la Regione siciliana, possono disporre senza ulteriori oneri a carico dello Stato fino a un massimo di due viaggi, per un totale di 144 miglia complessive in ragione di anno solare, sempre che vi sia la disponibilità di una nave armata, di proprietà della società, non impiegata in altri servizi”. “Resta inteso che detti viaggi possono essere aumentati in proporzione al numero delle corse omesse ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera ‘a’ della presente convenzione”.

Preso atto che la convenzione non riguarda soltanto il collegamento marittimo per Ustica, tuttavia l’articolo 17 potrebbe essere prezioso per tamponare la grave situazione che si è venuta a creare sull’isola a causa dell’assenza di continuità territoriale, una volta verificato quanti viaggi straordinari l’isola ha maturato, partendo dal numero delle corse non effettuate dalla CdI nell’anno appena trascorso. Sarebbe utile avere dagli ammministratori delucidazioni in merito a questo aspetto evidenziato dal suddetto articolo: é una strada a loro giudizio percorribile?

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