L’INTERVISTA. Il consigliere Lupo spiega la sua fuoriuscita: “Nella maggioranza un clima insopportabile”

(Frances Barraco) Patrizia Lupo, eletta a Ustica in Consiglio comunale nel giugno 2013, è uscita dallo schieramento di maggioranza nell’ottobre scorso, dichiarandosi indipendente. Lupo, non usticese, frequenta l’isola da parecchi anni, ha qui preso casa e ha impiantato una sua attività che svolge nei fine settimana. Le abbiamo rivolto alcune domande relative alla sua esperienza della vita amministrativa di Ustica.

Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a candidarsi nella lista Ustica Democratica?
“Partirei da quali sono i motivi che mi hanno spinta a candidarmi. Sono stata molto critica sugli ultimi anni di amministrazione Messina e ho ritenuto opportuno candidarmi, perché credo che non si possa restare spettatori passivi, criticare tutto pensando di poter fare meglio e poi restarsene sempre sull’uscio della porta a guardare, pronti a bacchettare al primo passo falso. Mi sono proposta alla nascente lista di Ustica Democratica, perché mi piaceva il programma, molto in linea con le mie idee, sebbene la vocazione della lista tendesse a sinistra e io tendenzialmente volgevo a destra. Ma nei piccolo comuni spesso si mettono insieme liste fatte di uomini di buona volontà, dove si smorzano le ideologie politiche per venire incontro alle aspettative di tutti i cittadini, senza distinzione di colore politico. Credevo in una lista fatta di giovani, allo svecchiamento della classe politica. Quando mi sono resa conto di essere stata eletta, ho pianto di gioia, perché ho avuto l’impressione che con la mia elezione, si suggellasse tra me e gli usticesi l’amore che ho per questo scoglio”.

Quali i motivi che hanno determinato la sua uscita dal gruppo di maggioranza dichiarandosi indipendente?
“Con il susseguirsi di dimissioni e defenestrazioni, ho avuto l’impressione che il dialogo, all’interno della maggioranza, poteva essere solo univoco. Era venuta meno la capacità di confronto tra idee differenti e anche la capacità di dialogo. Questo clima per me è diventato insopportabile, la squadra era venuta meno, erano saltati pezzi importanti della squadra, tra l’indifferenza di tutti gli altri componenti. Ho cercato aiuto tra i componenti della maggioranza, affinché la squadra restasse il più compatta possibile, ma mi sono resa conto che i giochi erano già stati fatti, le decisioni già prese e che non si sarebbe potuto tornare indietro. Questo avveniva prima delle dimissioni del vicesindaco Tranchina. Nonostante tutto, avevo deciso di rimanere nella maggioranza, ma le continue dichiarazioni del sindaco su questioni amministrative, mi hanno condotto a dichiararmi indipendente, proprio per poter prendere le distanze da azioni che io, anche facendo parte della maggioranza, non condividevo. In questo modo posso essere libera di decidere cosa mi sta bene, secondo la mia coscienza, e condividerla o no”.

Come mai non ha preso in considerazione la possibilità di entrare a far parte del gruppo di minoranza L’Isola?
“Se avessi voluto far parte del gruppo “L’Isola” mi sarei proposta per far parte della rosa dei candidati, ma come dicevo prima, io credevo nella squadra di Ustica Democratica e nel suo programma. Tra l’altro, nel gruppo L’Isola, forse, mi sarei sentita meno “straniera”, visto che aveva come candidati più persone non usticesi. Io sono una persona coerente, nonostante, con la mia uscita dalla maggioranza, qualcuno possa pensare il contrario. Sono fedele ai miei principi di onestà intellettuale”.

Dallo scorso ottobre, quando si è dichiarata indipendente, in che modo sono cambiati i suoi rapporti con i suoi ex compagni di cordata?
“Dal punto di vista umano nulla è cambiato, certo non ci sono più tarallucci e vino. Dal punto di vista politico tutto è cambiato, adesso non faccio più parte della loro squadra, anche se all’inizio entrare in questa nuova formula è stato difficile per tutti, ma comunque adesso si è consolidata l’idea che non faccio più parte di Ustica Democratica, con tutte le conseguenze del caso”.

Dal momento della sua dichiarazione di indipendenza è riuscita, come prima, a svolgere il suo lavoro di amministratrice?
“È chiaro che ho avuto qualche difficoltà, in primis, essendo dal lunedì al giovedì lontano dall’isola per motivi di lavoro e non avendo più compagni di gruppo, devo provvedere da sola al reperimento dei documenti dei Consigli. Devo dire che il vicepresidente del consiglio, Vittoria Salerno, si mette sempre a disposizione, quando può. Sono stata pure oggetto di negazione di visura e copia di alcuni atti pubblici, da parte dell’Ufficio tecnico, nonostante lo Statuto non prevedesse nulla in merito, ma non ho avuto nessun riscontro da parte degli uffici preposti e dal segretario comunale. Il quale mi aveva pure invitato a inviare una email formale per metterlo al corrente dell’accaduto, sebbene in via ufficiosa lo avessi già portato a conoscenza dell’accaduto e in via, sempre ufficiosa, fossi stata sostenuta sia da lui che dal presidente del Consiglio. Sin da subito ho espresso la mia difficoltà a partecipare ai Consigli in giorni infrasettimanali, soprattutto nel period invernale, quando i collegamenti marittimi erano ridotti, specialmente il martedì, che è l’unico giorno in cui lavoro fuori Palermo e anche la possibilità di prendere la corsa pomeridiana del l’aliscafo è parecchio difficoltosa. Avevo mandato una email il 25 maggio 2014 al presidente del Consiglio, e per conoscenza a tutto il gruppo di maggioranza, con preghiera di convocare i Consigli di venerdì. È chiaro che ad ogni mio appunto, sui Consigli convocati in giorni diversi dal venerdì, mi è stata data una scusa verosimilmente plausibile. In questi ultimo e penultimo Consiglio, si dovrebbe dar risposta a una mia interrogazione. Ma se si continua a farlo di martedì, non può essere messa in discussione. Io vorrei partecipare alla vita amministrativa, espletare il compito che sono stata chiamata a svolgere, ma non posso venir meno allo svolgimento del lavoro che mi permette di vivere”.

Quali sono le sue riflessioni in merito? E cosa si propone per il futuro?
“Ho l’impressione che dalla mia dichiarazione di indipendenza, avvenuta il 17 ottobre 2014, si voglia rendere la mia vita politica sull’isola difficile. Ma sono pronta ad andare avanti e non è certo per attaccamento ad una poltrona, la quale non mi porta nessun beneficio né di immagine né tanto meno economico. Io spero di ritrovare l’equilibrio e l’armonia che ci ha accomunato nel primo anno di amministrazione, anche se mi rendo conto che per certi versi, questo equilibrio si è sgretolato a causa di alcune prese di posizioni, a mio avviso più personali che politiche. Ribadisco la mia volontà di non passare alla minoranza, per i motivi sopracitati. Ho giurato fedeltà alla costituzione, quella costituzione che nei principi fondamentali mette al primo posto i cittadini, senza distinzione di razza o opinioni politiche e in perfetta coerenza con l’articolo 3 della stessa, ho manifestato palesemente il mio disaccordo rispetto alla sospensione dei servizi integrativi dei trasporti a Ustica, perché di fatto si impedisce lo sviluppo economico e sociale di ogni singolo cittadino usticese. Continuo a credere nella libertà di espressione senza per questo offendere o ledere la dignità personale di nessun individuo. Possiamo essere antagonisti o non avere le stesse idee politiche, ma la persona non si tocca, verrei meno a quei principi che mi hanno spinto a fare volontariato nei Paesi in via di sviluppo per tanti anni. Spero di non avere dato l’impressone di essere entrata nella comunità usticese a gamba tesa e senza togliermi i calzari, se così fosse, se così mi facessero capire i miei elettori, se pensano che io non sia una persona più adeguata a rappresentarli, sono pronta a fare un passo indietro nonostante, come ho detto sopra, sia pronta ad andare avanti”.

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