USTICA. Riflessioni sullo stato dell’arte, sui trasporti e non solo

(Frances Barraco) Nel nostro articolo di ieri abbiamo riportato le parole del dirigente del servizio del dipartimento delle Infrastrutture, Dora Piazza; la riflessione che ne scaturisce è che, anche nel caso che il bando relativo al servizio di trasporti integrativi fosse pubblicato nell’arco della prossima settimana, diventa ininfluente, a questo punto, che sia per due o cinque anni; considerando che deve restare in pubblicazione per cinquantadue giorni, si andrebbe ben oltre il 1° di aprile per l’assegnazione del servizio; ricordiamo che la precettazione della Compagnia delle Isole scadrà il 31 marzo.

Va anche detto che il progetto di legge per l’allungamento del periodo del servizio integrativo di collegamento da due a cinque anni a firma del deputato Fazio, era già andato in commissione Bilancio il 23 dicembre scorso e che seppur bene accetto dall’assessore Baccei, andava comunque trovata la copertura finanziaria.
Va considerato che questa incertezza causata dai trasporti va avanti ormai dal 31 ottobre scorso, quando è scaduto il contratto per i trasporti integrativi in capo alla società Usticalines, ne è conseguita la impossibilità di qualsivoglia tipo di programmazione turistica.
Altra nota dolente riguarda la mancata nomina del nuovo direttore dell’Amp. Dopo le dimissioni di Di Carlo, alla fine dello scorso ottobre, è stato nominato direttore facente funzioni il capo dell’Ufficio tecnico Riccio, che, limitandosi, giocoforza, all’essenziale, non ha prodotto programmazione, o perlomeno non se ne ha notizia, non essendosi interfacciato con gli operatori usticesi; gli unici atti pubblici riguardano la riconferma del disciplinare Amp e l’attribuzione di incarico alla didattica ad una coop usticese.
Il depuratore e l’area di stoccaggio ancora sotto sequestro servono solo ad esacerbare ancora di più gli animi e ad aumentare lo scollamento tra l’Amministrazione e la popolazione, iniziato nel 2014 quando venne fatta la scelta politica di cancellare l’installazione di telecamere di sorveglianza sull’area portuale. Da allora, piccola o grande cosa dopo piccola o grande cosa, a seconda dei punti di vista, lo scollamento è diventato sempre più evidente coinvolgendo sempre più ampie fasce della popolazione; si è arrivati allo scontro virtuale su Facebook, sino alla cancellazione di post e di iscritti, arrivando anche alla chiusura di un gruppo nato a sostegno dell’amministrazione, perché non più motivato.
Ed ancora il sempre più forte isolamento, causato in parte dalle avverse condizioni meteorologiche, in parte dai mezzi poco efficienti utilizzati dalla CdI per i collegamenti tra l’isola e la terraferma sta esacerbando sempre più gli animi togliendo lucidità.
Proprio oggi è accaduto che l’aliscafo, l’ultima corsa di andata ed immediato ritorno risale allo scorso giovedì,  abbia effettuato la corsa del mattino da Palermo ripartendo subito dopo lo sbarco ed imbarco di passeggeri mentre c’era l’incertezza sulla corsa della nave, l’ultima risale a dieci giorni orsono, che dopo un lungo tira e molla ed andirivieni di camion di vettovaglie, finalmente, incalzata dal sindaco, è partita da Palermo verso Ustica in tarda mattinata facendo dietrofront a sole nove miglia dall’isola.
A tutto questo si aggiunge un increscioso incidente di percorso, del quale abbiamo parlato brevemente in un precedente articolo. Non essendoci a Ustica alcuna impresa funebre, l’Amministrazione comunale aveva sempre tenuto qualche feretro a disposizione in caso di necessità, è accaduto che c’è stato un decesso in questo ultimo periodo di isolamento dalla terraferma ed il Comune non aveva nessun feretro a disposizione, diversamente da quanto avevamo precedente comunicato non è stato possibile averne uno in prestito ed è stato necessario, attraverso l’intervento del prefetto e della Capitaneria di porto, farne arrivare uno con una vedetta. In questo momento un nuovo improvviso decesso porrebbe lo stesso problema.

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2 thoughts on “USTICA. Riflessioni sullo stato dell’arte, sui trasporti e non solo

  1. Il problema dei trasporti nei mesi invernali si risolverebbe scegliendo un mezzo appropriato per tale tratta e per tale mare . Un piccolo aliscafo no è affattto idoneo, tale mezzo è nato per navigare in acque tranquille tipo quelle dei laghi, per il mare aperto e spesso mosso ci vuole o un monocarena o un catamarano, mezzi che non hanno bisogno di planare per avere una discreta velocità e che comunque navigano anche con condizioni meteo avverse.Pertanto bisogna battersi non per avere una compaghia piuttosto che un’altra, ma per avere un mezzo idoneo e sicuro, “chi va piano va sano e va lontano”.L’aereo sarebbe il top, ma anche lui sarebbe condizionato dal forte vento che spesso si associa con il mare mosso e penso che, visto lo scarso “traffico”, difficilmente si troverebbe una compaghia aerea a gestire tale tratta , ripenserei piuttosto a creare un approdo alternativo di emergenza allo spalmatore.

  2. Cara Frances, condivido in pieno la tua analisi e la tua disamina dei vari fatti accaduti negli ultimi mesi.
    Pur tenendomi informato su tutte le questioni trattate nel tuo articolo, vi è una al quale tengo particolarmente, e cioè la nomina di un nuovo direttore dell’Amp.
    La questione sta diventando davvero strana, e l’atteggiamento della giunta sicuramente non aiuta.
    A Settembre Di Carlo ha presentato le dimissioni, a Novembre gli amministratori annunciano che è in fase di predisposizione l’avviso pubblico e che dieci (si proprio così, 10) professionisti erano interessati al ruolo di direttore. Eppure da allora, Cara Frances, il silenzio.
    Dicano come stanno le cose, perchè l’avviso non è stato pubblicato?
    Io mi sono dato tre possibili risposte:
    1 Gli amministratori non sono in grado di redigere tale documento, il che sarebbe una mancanza di capacità a mio parere gravissima.
    2 La poltrona più importante della Riserva Marina di Ustica non attira più professionisti di un certo livello vista la crisi dell’ultimo decennio e soprattutto visti gli eventi legati alla direzione Di Carlo.
    3 l’amministrazione vuole mantenere lo status quo, e confermare un direttore pro tempore anche per l’estate. Ma. A questo punto credo sia giusto informare chi lavora nel settore, non solo i diving ma la maggior parte delle attività che in estate operano nel mondo del turismo.

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