USTICA. La vicenda della bara scuote gli uffici comunali

(Frances Barraco) Ormai da decenni, il Comune di Ustica tiene almeno una bara a disposizione per le morti improvvise o per gli indigenti; è accaduto, nei giorni scorsi, quando si era nel pieno di una bufera di vento e si era isolati dalla terraferma, che Ustica abbia registrato un decesso, ma sull’isola non era presente la bara necessaria alla sepoltura. L’intervento del sindaco, attraverso il prefetto e la Capitaneria di porto, ne ha consentito l’arrivo da Palermo con una “vedetta”.

Si può immaginare quale possa essere stato, in quei momenti, l’animo dei congiunti, che, afflitti per il loro lutto, hanno dovuto affrontare anche il problema legato alla sepoltura. Quando dolore e rabbia si mescolano, e viene disturbato l’intimo momento di elaborazione della perdita, ecco che in un piccolo centro come Ustica, dove un decesso è un lutto per tutti e questa ulteriore ambascia è stata vissuta come propria, nessuno si è meravigliato del fatto che il figlio del deceduto inviasse al Consiglio comunale una lettera con preghiera che fosse letta proprio in occasione dell’ultima seduta.

Nelle intenzioni del mittente c’era che la lettera, nella quale si protestava per l’accaduto, fosse aperta e letta in occasione del Consiglio comunale. Il presidente, cui la lettera è stata consegnata, essendo questa indirizzata al “Consiglio comunale”, l’ha inviata via Pec a tutti i consiglieri. A chiusura della seduta consiliare, quindi, il capogruppo della minoranza ha chiesto se il presidente non ritenesse di leggere la lettera in quella occasione; gli è stato risposto che obbligo del presidente era solo quello di renderne edotti i consiglieri e non di leggerla in pubblico. A questa risposta, il capogruppo della minoranza ha annunciato la richiesta di un Consiglio straordinario e urgente con oggetto “problematiche cimiteriali”.

L’Albo pretorio riportava quindi un’ordinanza con la quale il sindaco, coinvolgendo due uffici – Ufficio tecnico ed ufficio Affari generali – dichiarando la necessità e l’urgenza, richiedeva che si attivassero all’acquisto di una bara; è apparso strano che per l’acquisto di una bara fossero coinvolti due uffici ed alla domanda “quale dei due farà l’impegno di spesa?”, è stato risposto che lo avrebbero concordato insieme.

Ancora dall’Albo pretorio si apprende che, con una determina, il sindaco prende atto delle dimissioni del responsabile degli Affari generali dalla carica di responsabile Posizioni organizzative del 3° settore (Anagrafe), e ne conferisce l’incarico ad interim al Segretario comunale. E’ evidente che qualcosa sta accadendo come ricaduta alla mancanza di una bara per le emergenze, forse il Consiglio straordinario richiesto dalla minoranza in merito alle emergenze cimiteriali, farà chiarezza.

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