LA LETTERA. Dal responsabile dell’Utc Riccio riceviamo e pubblichiamo

Il responsabile dell’Ufficio tecnico di Ustica, nonché direttore facente funzioni della locale Amp, Giuseppe Riccio, ci invia la seguente lettera aperta rivolta alla cittadinanza usticese, che pubblichiamo integralmente.

***

(Giuseppe Riccio) La puzzola è un animale dai comportamenti semplici e ripetitivi: ciò che non conosce lo individua come potenzialmente pericoloso e reagisce producendo un odore forte ed insopportabile che fa fuggire tutti isolandola.

L’uomo si distingue dalle altre specie per la capacità di discernere i pericoli dai falsi pericoli. Il progresso avviene grazie alla curiosità di scoprire ciò che non conosciamo. Le grandi scoperte della fisica e della medicina, la gioia incommensurabile di vagare nelle profondità dei mari o scalare le cime più alte. Le specie regrediscono fino a scomparire quando non accolgono come ricchezza la nuova conoscenza, ciò che è diverso, un nuovo concittadino, uno straniero, quando si chiudono in se stesse senza avere capacità di confrontarsi.

Ieri sera ho inviato, in una discussione ove alcune persone inveivano senza ratio contro una amica usticese e contro il rappresentante dei cittadini usticesi, questo post sulle miserie siciliane (magistralmente descritte da Verga) collegando miseria ed ignoranza al comportamento delle puzzole.

“Verga scrisse le miserie di una Sicilia che dopo cent’anni ritroviamo ancora in inquietanti fenomeni di ignoranza umana. Altro che il feudale occhio per occhio, qui siamo alla fine delle intelligenze per dare spazio alle puzzole. Buonanotte”.

Nessuna volontà offensiva, ma al contrario la voglia di far distinguere i comportamenti umani dagli errori ancestrali delle paure dei diversi. Queste miserie hanno sempre portato gli uomini a dimenticare l’umano dolore patito, anche amplificato da ingiustizie inaccettabili, in guerre fratricide dove il dolore si sparge sempre di più senza trovare soluzioni per nessuno.

Devo dedurre che non è stato compreso, tanto che stamane trovo insulti e minacce, che mi scivolano via rapidamente e che saranno valutate opportunamente da chi ne ha questa competenza.
Però rimango sempre più stupito dalla bellezza di un luogo che produce tanto livore anziché amplificarsi.

Una donna, nell’insultarmi, parla di “mia terra e mio popolo”, luoghi retorici in profondo contrasto con il contesto ove sono usati. E poi la terra è di tutti e soprattutto di chi verrà e per fare un popolo ci vuole ben più tempo ed altra storia: i francesi, i tedeschi, gli inglesi, anche gli italiani sono un popolo, mentre i fiorentini sono i cittadini di Firenze e gli usticesi abitano Ustica.

In quanto allo stipendio: 29,30 ore settimanali mi sono pagate dal Comune di Ustica e le rimanenti 6,30 sono pagate dal Comune di Palermo. Poi ci sono altre 20 o 30 ore che trascorro al municipio usticese che faccio in più e le pago io, levandole alla famiglia, agli affetti e al tempo libero e con l’occasione, considerato che è un dato pubblico di cui non ho motivi di vergogna comunico a tutti che il mio stipendio è di 1530 euro, cui si aggiungono le indennità che percepiscono gli altri capi area di circa 720 euro.

Ovviamente il fatto che per 12 giorni consecutivi l’isola sia rimasta senza approvvigionamenti (non avveniva dal 1980) ha esasperato chi aveva già un dolore atroce da sopportare, ma questo non giustifica il bisogno di un capro espiatorio e la semplificazione di volerlo cercare nello “straniero” piuttosto che guardarsi attorno e capire le vicende che accadono.

Il sindaco, della cui amicizia e stima mi onoro, ha fatto ciò che nessun amministratore aveva immaginato possibile: ha ottenuto dal prefetto una motovedetta per trasportare una bara (anziché adottare altri provvedimenti sanitari più facili ma meno umani) e undici elicotteri per il trasporto dei beni alimentari e dei farmaci!

Io, nel mio piccolo, piuttosto che trincerarmi dietro una non competenza ho individuato il percorso amministrativo per acquistare una bara di riserva quando acquisti non era possibile farne per le vie ordinarie e precedentemente, piuttosto che additare chi, tra mille difficoltà, ha cercato, insieme agli amministratori ed ai colleghi, di risolvere i problemi cimiteriali, mi sono impegnato a dipanare una matassa di errori procedurali e progettuali e oggi siamo prossimi alla nuova gara ed alla definizione di quella dello scorso anno.

Qualcuno ha fatto caso che negli undici giorni di blocco non vi è stata “emergenza rifiuti”? Eppure l’Arso è chiuso per disastro ambientale ed i mezzi sono rimasti bloccati a Palermo. Il depuratore è perfettamente funzionante. Le strade e gli arredi urbani sono in manutenzione con i cantieri di servizi. Il municipio non fa più puzza di polvere e tra poche settimane anche il piano cantinato potrà tornare ad essere utilizzato come archivio. La scuola media verrà ristrutturata ed alla scuola elementare, con ben due plessi chiusi, i bambini continuano a poter frequentare (con disagi e sacrifici di tutti). L’area marina protetta è tornata a Festambiente dopo il silenzio degli anni passati e sono stati avviati nuovi percorsi strategici di cui si parlerà il prossimo 17 febbraio.

Potrei continuare ancora a lungo questo elenco, ma è importante che si sappia che ciò è stato possibile grazie agli operatori esterni, a Peppinello, a Claudio, Giancarlo e Gaetano e Rosa Maria, oltre che a me.

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9 thoughts on “LA LETTERA. Dal responsabile dell’Utc Riccio riceviamo e pubblichiamo

  1. I tempi ed i modi di elaborazione del lutto, afferendo alla sfera dei sentimenti, sono diversi per ciascuno e vanno rispettati.
    Quello che mi sta disgustando è la totale assenza di “pietas” dimostrata dall’amministrazione e non solo, in merito a quest’ultimo lutto.
    Mi ero già espressa in merito attraverso un articolo su Buongiorno Ustica e pensavo che non ci fosse altro da dire, ma dal momento che viene qui pubblicata una lettera aperta a tutti gli usticesi, sento la necessità di dire qualcosa rivolgendomi direttamente all’autore di questa lettera.
    La invito a riflettere, Ing. Riccio, su quanto da lei scritto e, sicuramente lo faccio a titolo personale, le chiedo di analizzare freddamente i concetti da lei esposti e le frasi da lei adoperate in difesa delle posizioni assunte dall’amministrazione ed in difesa del suo operato, le chiedo di analizzare quanto accaduto dal momento del lutto ad oggi.
    E non posso non dirle che non mi sento offesa dalle sue generalistiche accuse di ignoranza ed ottusità rivolte a tutti gli usticesi, quello che profondamente mi offende è la sua mancanza di “pietas”.

  2. Mi chiedo come mai il responsabile dell’UTC-direttore AMP Riccio cita proprio la puzzola? Forse vuole apparire simpatico? infatti diversi sono gli animali che hanno sviluppato un sistema di difesa, l’oloturia di mare ad esempio o gli erinaceinae ( comunemete detti ricci ). Scelta curiosa!Leggo e rileggo e mi chiedo: perchè se la prende con il cattivo odore dell’ animaletto? è solo il suo sistema di difesa! La parola stessa ci dice che tale odore aiuta l’ animali a sopravvivere! Poi capisco, che Lei usa la puzzola perhè ci ripropone una metafora usata da Verga.Dunque la puzzola diviene simbolo di isolamento e decrescita! Tra l’ altro se lo lasci dire, estrapolare con tale noncuranza una metefaro e farla sua risulta alquanto sgradevole! Ma andiamo avanti, ognuno fa quel che puo con l’ uso della lingua italiana.L’ ingegnere-direttore AMP non continua dicendo che l’ uomo è capace di discernere il falso pericolo da quello reale! Forse dal suo vastissimo vocabolario gli è sfuggita la parola paura, emozione dettata dall’ istinto(anche essa a come obiettivo la sopravvivenza) e dunque spesso ingiustifica! Non sola la puzzola spruzza a caso!Mi dispiace svelerle che neppuere l’ uomo, ahinoi, è capace di saper discerne i pericoli altrmenti apparterrebbe alla specie divina non animale!Vede quante volte compare la parola sopravvivenza?! anche in questo caso, mi duole, ma devo correggerla.Il suo commento potrebbe far accapponare la pelle a scienziati, sociologi, psicologi. Lei sostiene che la cultura e il confronto salvaguardano la specie, mai osservazione fu piu ingenua!L’ adattamento, la capacità di abituarsi, la forza, salvaguardano la specie. Tra lei e un aborigeno chi sopravviverebbe se scoppiasse una guerra o finisse il petrolio?!L’ aborigino!Infine signor ingegnere-direttore AMP non importa se siamo puzzole ignoranti, a noi va bene cosi. Noi preferiamo essere persone semplici, con poca cultura forse , ma genuini,veri.Noi non vogliamo appartene a questa classe culturalmente elevata che ha reso questo mondo un inferno.Un’ élite che promette e ostenta giustizia e in verità ci opprime e ci rende ogni giorno più soli e indifesi,privi di diritti e dignità.Vede noi vogliamo continuare a essere puzzole perchè l’ istinto delle bestie è più sviluppato di quello di un uomo che la cultura ha forgiato e costruito rendendolo avido e per nulla umile, incapace di sentire le emozioni e le sofferenze . Noi, semplici bestie, non abbiamo bisogno di ostentare il nostro duro lavoro, le nostre rinunce, per noi questa è la vita.Vede da bestie viviamo meglio, perchè non abbiamo bisogno di gesta eroiche per rendere il mondo migliore, semplicemente non lo rendiamo, quotidianamente ,un luogo indecoroso.Noi non sporchiamo le nostre anime con incontri istituzionali, con i giochi di potere.Noi non dobbiamo convivere con il fardello di avere due-tre incarichi nell’ era della disoccupazione, e neppure di giustificare i nostri guadagni.

  3. Ustica ha bisogno di parlarsi senza insultarsi. Gli insulti possono essere coloriti, in vernacolo, forbiti, allusivi, diretti ed espliciti.
    Sempre insulti sono.
    Nessuno deve sottrarsi al dovere del dialogo, maggioranza, opposizione, agnostici, atei e credenti, presunti buoni e presunti cattivi.
    Chi smette di parlarsi ordinariamente non si capisce più, neanche quando si saluta o chiede”passami il sale, per favore”.
    Evitatelo. Non serve a nessuno e distrugge la speranza di riuscire a cambiare ciò che non ci piace.

  4. Gentile Sig.ra Barraco, non ho nessuna presunzione di conoscenza ne amo i pulpiti per le prediche.
    In questa triste e misera vicenda ciascuno vuole trovare qualcosa per dire la sua, altro che pietas!
    Per il ruolo che rivesto non devo e voglio dire altro sull’argomento che non abbia già scritto.
    Mi spiace solo che una donna come Lei si lasci coinvolgere in giudizi sommari ove anche i più semplici appaiono studiati ad hoc per cercare sempre nuove forme di lapidazione … (ed ancora una volta non intendo riferirmi alla famiglia dei defunto, certamente provata dal dolore subito). Almeno Lei provi a star fuori dalla macchina del fango, ha sia gli strumenti che la capacità per farlo, come la stragrande maggioranza dei Cittadini Usticesi.

  5. Ingegnere, la ringrazio per avermi risposto e, come lei ben sa, resto sempre lontana dai discorsi di Piazza, anche se questa è la Piazza virtuale di fb, ma quando trovo pubblicata su questo foglio la sua lettera aperta agli usticesi, da lei stesso inviata, non è più un discorso di Piazza e come tale l’ho affrontata.
    Mi sono limitata a riferirmi ad un solo argomento tra quelli da lei trattati, quello relativo alla mancanza di un feretro sull’isola, disponibile alla sepoltura. Lei trova che sia disdicevole che ancora oggi, a distanza di tanti giorni quei congiunti siano ancora rabbiosi e che la polemica sia ancora così viva? Io sono convinta che sarebbe bastato chiedere scusa per l’accaduto e La invito, ancora, a riflettere su questa sua frase “Il sindaco, della cui amicizia e stima mi onoro, ha fatto ciò che nessun amministratore aveva immaginato possibile: ha ottenuto dal prefetto una motovedetta per trasportare una bara (anziché adottare altri provvedimenti sanitari più facili ma meno umani)”.

    1. Frances Barraco grazie per le adeguate parole espresse, purtroppo il signor Riccio è convinto delle sue parole che per fortuna sono indelebili sul web.
      Risponderà di conseguenza delle sue azioni ed espressioni.
      L’importante è che gli usticesi sappiamo che da lui siamo considerati delle puzzole.

  6. Per restare in tema, si rinchiuda tra i suoi aculei ben più fastidiosi delle emanazioni di una puzzola e se proprio l’ignoranza della gente che Le sta attorno non Le si addice, Le comunico gli orari per il suo ritorno a Palermo (spero per Lei definitivo e Compagnia delle Isole permettendo): aliscafo 6,30 – 14,10; traghetto 14,30.
    Con i migliori auguri per il suo futuro professionale alla ricerca di ben più dotti lidi su cui operare.
    (P.S: dato che c’è, offra un biglietto di sola andata anche a tutti coloro che Le hanno permesso di poter infangare la dignità di un’intera popolazione senza prenderne la difesa…)

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