USTICA. Consiglio comunale, la cronaca dell’ultima seduta

(Frances Barraco) Imbarazzante, faticoso e lungo il Consiglio comunale di ieri pomeriggio; iniziato alle 18 si è chiuso ben oltre le 21,30.

Erano solo tre gli argomenti all’ordine del giorno: l’interrogazione da parte del gruppo di minoranza in merito alle problematiche cimiteriali; comunicazione del sindaco; e, in merito all’istituzione di una centrale unica di committenza, l’approvazione dell’adesione del Comune di Lampedusa e Linosa.

Quest’ultimo punto, essendo quasi un atto dovuto, dopo una breve introduzione del presidente, è stato votato all’unanimità.

Complessa, invece, l’interrogazione della minoranza; ha aperto il dibattimento il capogruppo leggendo la lettera che il signor Badagliacco, figlio dell’ultimo defunto usticese, aveva inviato al Consiglio comunale. In questa veniva evidenziata l’angoscia, sommata alla sofferenza per la morte del padre, scaturita dalla mancanza di una bara “comunale” disponibile alla sepoltura in un momento di isolamento dell’isola dalla terraferma; si evidenziava ancora la presenza all’interno dell’area cimiteriale di sfabbricidi, derivanti dagli estumuli effettuati, catalogabili quindi come rifiuti speciali; questi avrebbero dovuto essere smaltiti già da tempo.

Ricordiamo che, nelle intenzioni di Badagliacco, questa sua lettera si sarebbe dovuta leggere nel precedente Consiglio comunale del 10 febbraio, così non è stato, non essendo stata posta all’ordine del giorno, né è stata letta una volta chiusa la seduta di Consiglio. Ora, la presenza di quegli sfabbricidi e rifiuti speciali è diventata oggetto di una indagine giudiziaria e l’area ove insistono è sotto sequestro.

il sindaco ha risposto facendo un lungo excursus a partire dal primo Consiglio comunale della sua consiliatura, nel quale erano state affrontate le problematiche cimiteriali derivanti dalla indisponibilità di loculi per la sepoltura. In quella occasione, a maggioranza, era passata la proposta di interventi relativi al recupero dei loculi più antichi, quindi all’estumulo di cinquanta unità prima di demolire e riedificare i “colombari” con un ampliamento sino a settantacinque posti.

Effettuato il lavoro di estumulo si sarebbe dovuto procedere a demolire e quindi riedificare, ma l’iter burocratico necessario, tra la presentazione del progetto e la sua approvazione sia da parte della Soprintendenza che del Genio civile ha allungato enormemente i tempi. Questa esposizione non ha però chiarito come mai, dalla conclusione degli estumuli, parte del materiale di risulta sia restato all’interno dell’area cimiteriale e parte in un cassone all’esterno e non siano stati smaltiti subito e siano oggi soggetti a sequestro giudiziario.

Altra nota dolente dell’intervento del sindaco ha riguardato la mancanza di una “bara comunale”; Licciardi ha relazionato in merito alla sua azione presso il prefetto volta a ottenere l’arrivo sull’isola di una bara attraverso una procedura di emergenza; ha riferito come in Prefettura gli avessero suggerito la possibilità, attraverso i poteri a lui attribuiti nella qualità di sindaco, di requisire una cella frigorifera ove porre la salma in attesa dell’arrivo di una cassa con mezzi di linea e come si sia rifiutato di prendere anche soltanto in considerazione questa possibilità.

La bara è arrivata attraverso una vedetta della Capitaneria di porto. Anche qui, va sottolineata la mancanza di incisività da parte del gruppo di minoranza che, pur avendo fatto l’interrogazione, non ha saputo sino in fondo sviscerare il problema, omettendo di far notare che non essendo il Comune in possesso né di sacchi mortuari né di una bara di zinco, l’ipotesi della cella frigorifera era impercorribile.

Continuando nella sua esposizione, il sindaco, ha parlato della sua ordinanza con la quale dava mandato all’Ufficio tecnico e all’ufficio Affari generali dell’acquisto del feretro, comunque mancante, necessario nei casi di emergenza. Ha puntualizzato che avrebbe dovuto anziché coinvolgere gli Affari generali rivolgersi al capo area del terzo settore (Anagrafe), errore formale, visto che il capo degli Affari generali e il capo area del terzo settore coincidono. Fin qui l’unica stranezza riguarda l’aver coinvolto due diversi uffici per un unico acquisto, ma quando da questo scaturiscono le dimissioni del capo area del terzo settore, ecco che il sindaco legge proprio la lettera di dimissioni dello stesso, evidenziando: “preso atto della lettera inviatami dalla impiegata all’ufficio Anagrafe rassegno le mie dimissioni”.

Che cosa diceva nella sua lettera l’impiegata dell’ufficio Anagrafe di tanto grave da motivare le dimissioni del suo capo area? Durante la seduta consiliare non è stato dato saperlo, il gruppo di minoranza ha asserito di non conoscere la lettera che gli è stata subito fornita dalla consigliera Lupo, indipendente, ma che non è stata letta pubblicamente.

Questa lettera indirizzata al sindaco, all’Amministrazione, al capo area del terzo settore e al segretario comunale così comincia: “Premesso che i servizi cimiteriali sono in capo all’area tecnica come si evince dal bilancio comunale e dai capitoli assegnati”, e così conclude: “Nel ricordare altresì che la collaborazione offerta all’Amministrazione, quando esplicitamente richiesta e offerta in un clima di collaborazione, non può significare attribuzioni dei specifici compiti né scaricare responsabilità altrui. Nel diffidare l’Amministrazione comunale a smentire le voci sulle responsabilità attribuite alla sottoscritta ed individuando se del caso sanzionando il responsabile cui l’ordinamento dell’Ente spetta la responsabilità di tali servizi, si riserva di denunciare all’Autorità giudiziaria i responsabili delle voci, che attribuiscono alla sottoscritta la responsabilità ed in tal modo diffamandola”.

Le conclusioni che se ne possono trarre sono che ci sia stato uno “rimpallo” tra i due uffici. L’unica cosa che la trattazione di questo argomento ha chiarito è che la competenza in merito ai servizi cimiteriali è in capo all’area tecnica che, infatti, ha recentemente provveduto all’acquisto di una “bara comunale” per le emergenze.

Infine, le comunicazioni del sindaco, previste nell’ordine del giorno, hanno riguardato il ringraziamento al prefetto, all’Arma dei carabinieri, alla Polizia di Stato e alla Capitaneria di porto che hanno assistito l’isola durante il periodo di emergenza causato da tredici giorni di isolamento, con un particolare ringraziamento alla stazione carabinieri di Ustica e a tutti i volontari che si sono prodigati in quel frangente.

Altra comunicazione ha riguardato la segnalazione da parte della Capitaneria di porto di criticità afferenti l’attracco in Cala Cimitero, da cui è scaturito un sopralluogo del Genio civile opere marittime che ha segnalato l’urgente necessità di una perizia ad hoc, perizia autorizzata dal dirigente generale alle Infrastrutture Arnone, e che sarà propedeutica all’intervento necessario a cancellare le criticità riscontrate.

Il gruppo consiliare di minoranza a fine seduta ha lamentato, vista la natura della sua interrogazione, l’assenza, in seduta consiliare, del capo dell’Ufficio tecnico Riccio e dell’assessore alla Sanità Alessandri.

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5 pensieri su “USTICA. Consiglio comunale, la cronaca dell’ultima seduta

  1. Cara Frances, Ho letto con molto interesse il tuo articolo e mi sorgono spontanee alcune domande sulla questione delle “bare comunali”. Come mai alla fine la spesa per l’acquisto della bara è stata fatta dall’ufficio tecnico? In passato quale ufficio ha avuto il compito di acquistarla? Se la spesa spettava all’area dell’ufficio tecnico come mi si è accumulato questo ritardo? Spero tu saprai rispondere alle mie domande. Grazie

  2. Maria Clara, da quanto è emerso durante la seduta comunale, è in capo all’Ufficio Tecnico il capitolo di spesa relativo, in merito al ritardo non sono in grado di darti risposte.

  3. Puntuale, come sempre, il resoconto della ultima seduta del Consiglio Comunale da parte di Frances Barraco anche se, non completo soprattutto nella parte più significatica conseguente al dibattito sulla problematica del cimitero. Probabilmente la colpa è dei consiglieri di minoranza che difettano di capacità comunicativa però, non poteva sfuggire che da parte degli stessi è stata chiesta la istituzione di una commissione di indagine per chiarire come si sono svolti realmente i fatti, di chi sono state le responsabilità rispetto a quanto accaduto e perchè si dovuto assistere ad un imbarazzante balletto di fascicoli, riguardanti il cimitero, da un ufficio all’altro culminando nelle dimissioni del Capo area del 3° settore quando gli stessi sono giunti sul suo tavolo. Come la cronaca della seduta dimostra, i consiglieri di maggioranza per voce del Presidente/Capo gruppo/Consigliere hanno rigettato la proposta non perdendo l’occasione per rivolgere un apprezzamento all’operato svolto dagli uffici (immaginiamo che lo stesso era implicitamante rivolto all’uffico tecnico) apprezzamento che è sotto il giudizio di tutti i cittadini. Altro particolare non trascurabile dal punto di vista politico è che la proposta ha ricevuto cinque voti a favore ( minoranza più il voto della consigliera Lupo – indipendente) e cinque voti contrari ( maggioranza o presunta tale) una occasione persa per dare alla cittadinanza una risposta, che merita e che attende. Per quanto ci riguarda non è finita qui anche perchè, per come si sono svolti i lavori non si è potuto discutere dell’orgomento del giorno, non all’ordine del giorno, che riguarda le gratuite accuse rivolte ai cittadini Usticesi del Capo dell’Ufficio tecnico Ing. Riccio. Pensavamo che l’argomento sarebbe stato inserito nelle comunicazioni da parte del Sindaco al Consiglio magari stigmatizzando il comportamento tenuto dallo stesso ma è stata una pia illusione e quando il Capo Gruppo della minoranza ha cercato di introdurre l’argomento il Presidente del Consiglio è intervenuto togliendo la parola allo stesso per le motivazioni sopra dette. Poco male l’argomento sarà inserito nel prossimo O.d.G.
    Grazie per lo spazio concessoci. I Consiglieri del Gruppo “L’Isola”.

  4. L’osservatore esterno, estraneo agli evidenti conflitti personali che attanagliano vertici politici e burocratici ed esecutivo dell’ente, rimane sgomento di come si possa osservare il dito che indica la luna.
    Il consiglio comunale, sin da quando non esprime più al suo interno l’amministrazione( inizi anni 90)e’ privo di qualsiasi possibilità di incidere sulle scelte gestionali se non sabotando l’amministrazione attiva con gli atti di programmazione rimasti nelle sue competenze (bilanci, PRG e regolamenti).
    Sicuramente l’Isola di Ustica non merita questa situazione di guerra permanente, improduttiva perché nessuno verrà a ricostruire su macerie cosparse di sale.
    Forse è’ il momento che gli uomini di buona volontà, tutti gli uomini di buona volontà, nell’accezione che Adriano Olivetti dava al termine, facciano la loro parte, sull’isola e fuori, per migliorare, ognuno con le proprie competenze, la situazione venutasi a creare.
    Con l’unica bandiera del Bene Comune. Senza mediazioni di appartenenza se non quella del genere umano…….

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