L’EDITORIALE. Trasporti integrativi, dopo mesi di attesa un bando che sa di beffa per gli usticesi

(Frances Barraco) Da lunghi mesi Ustica e le Pelagie attendevano il bando a valenza comunitaria a copertura del servizio integrativo di collegamento a garanzia e completamento della continuità territoriale. Dal lontano 31 ottobre 2014, quando era scaduto il contratto della Usticalines.

Il 24 ottobre con un Ddg del dipartimento delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione, dichiarando di non avere le competenze per predisporre un bando a valenza comunitaria, si era attivata a pubblicarne uno a cinque mesi, in modo da continuare a garantire la continuità territoriale, mentre si sarebbe attivata a trovare, al di fuori dell’ambito regionale, le competenze mancanti.

Dopo questa prima defaillance, ecco che proprio il giorno in cui si sarebbe dovuto pubblicare il bando a cinque mesi, lo strumento tecnico atto a farlo si è inceppato. E, sempre per garantire la continuità territoriale, in attesa di risolvere il guasto tecnico, viene prorogato di un mese l’incarico alla Usticalines, arrivando così al 30 novembre.

Nel frattempo è stato pubblicato un primo bando a breve termine, gara andata deserta, ed ancora un altro, anche questo con una valenza di servizio sino al 31 marzo, nella previsione che in questo lasso di tempo si sarebbe potuto espletare il bando a valenza comunitaria per un periodo di servizio non inferiore a cinque anni. Ma anche questa seconda gara è andata deserta.

A questo punto la Regione, pressata dai sindaci delle isole coinvolte, ha trovato, per Ustica, una soluzione tampone, imponendo alla Compagnia delle Isole la copertura del servizio sino al 31 marzo. Servizio espletato a costo zero per la Regione, in quanto la CdI lo avrebbe espletato recuperando le corse non effettuate nell’arco dell’anno.

I cittadini usticesi, seppur borbottando e scalpitando, hanno atteso dando fiducia al proprio sindaco, che continuava a riporre la stessa fiducia nell’operato della Regione. Hanno atteso, sempre più preoccupati e vivendo tutti questi mesi nella totale incertezza del domani e senza poter fare alcuna programmazione turistica. Si è creato un grosso danno sia psicologico, causato dall’incertezza di vita ove il diritto alla continuità territoriale è sancito dalla Costituzione, sia economico.

Ieri, finalmente, con enorme ritardo, il bando a valenza comunitaria è stato pubblicato. In esso si prevede una durata di servizio per cinque anni con una ipotetica partenza dello stesso il prossimo 1° aprile, ma necessitando di cinquantadue giorni di pubblicazione prima di poter essere espletato, il servizio, se tutto andrà bene, non potrà iniziare prima della metà di maggio.

Inoltre, essendo stato pubblicato in assenza di copertura finanziaria, la Regione ha inserito una clausola di salvaguardia nella quale si dice che “l’affidamento dei servizi e la stipula del contratto sono subordinati alle effettive disponibilità finanziarie che saranno allocate per fare fronte agli oneri discendenti dal presente appalto sugli esercizi finanziari futuri di riferimento del bilancio regionale, con apposito intervento legislativo dell’Assemblea regionale siciliana”.

Nel Dds del 10 marzo a firma del responsabile del Servizio Dora Piazza, documento che accompagna e decreta sul bando, nulla  viene detto in merito a quanto accadrà della continuità territoriale dal 31 marzo, data in cui scadrà la copertura del servizio tampone da parte della CdI, sino all’inizio del nuovo servizio attivato dal bando.

Inoltre, per quanto riguarda Ustica, il servizio previsto non coprirà tutto l’anno, ma sarà effettuato solo dal 1° di aprile sino al 31 ottobre, prevedendo per tutto il periodo due corse giornaliere con orari, per la seconda corsa, coincidenti con quelli effettuati dalla CdI, per il servizio in convenzione con il ministero.

Chiaro che, a questo punto, gli interrogativi si moltiplicano e i timori si concretizzano. Perché due corse al giorno per sette mesi e zero corse per i restati cinque? Che fine fa il diritto alla continuità territoriale sancito dalla Costituzione?

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