L’EDITORIALE. Da protagonisti attivi a vassalli: la parabola discendente dei cittadini usticesi

(Frances Barraco) Qualche giorno fa, abbiamo avuto modo di rileggere un nostro articolo, apparso nel lontano febbraio 2011.

Quel pezzo, parlando di turismo, proponeva alcune considerazioni, la cui rilettura, a distanza di quattro anni, fa scaturire alcune riflessioni in merito a quanto e se sia cambiato qualcosa da allora ad ora.

Erano anni in cui gli assessori comunali al Turismo che si sono avvicendati non hanno lasciato alcuna traccia; il 2012 ha quindi segnato in qualche modo una svolta nel sentire comune della cittadinza usticese, che ha fatto propri i concetti di “cosa pubblica” e di “bene comune”; é nato quindi, sulla base di questi princípi, il “comitato delle partite Iva”, che, riconoscendo le stesse criticità denunciate nell’articolo e riconoscendo i limiti dell’allora Amministrazione Messina, con grande spirito di collaborazione e basandosi esclusivamente sul volontariato, ha fatto grandi cose: dalla pulizia delle coste alla pulizia delle strade, dall’accoglienza ai turisti all’animazione delle serate delle estati usticesi, da allora in poi.

Un periodo difficile, ma anche felice e di grande armonia tra i cittadini, in cui era stata trovata la capacità, in nome del “bene comune”, di azzerare tutte le incomprensioni e tutte le diversità; non esisteva più il “tuo” e il “mio”, ma tutti si lavorava insieme e ciascuno vedeva il risultato del proprio lavoro moltiplicato da quello degli altri. Sino alla trasformazione di questo movimento spontaneo in un’associazione, giuridicamente riconosciuta: VisitUstica.it.

Con VisitUstica.it arriviamo a giorni più recenti che hanno visto il cambio di Amministrazione, da Messina a Licciardi, e per il breve periodo dell’arco di un anno era sembrato che questa nuova Amministrazione fosse una propaggine di quel sentimento che tanti usticesi aveva unito nel 2012; parola d’ordine “perseguire il bene comune”.

Nell’ultimo anno, piano piano, passo dopo passo, tutto questo si è perso. C’è ora un grande scollamento tra l’Amministrazione e buona parte della cittadinanza usticese. Il perseguire il bene comune, indispensabile al buon funzionamento di ogni cosa, sembra sia diventato compito esclusivo dell’Amministrazione, che, volutamente, lascia fuori da ogni decisione sia di carattere politico che di carattere pratico la popolazione.

Questo stato di cose, insieme a numerose scelte non condivise e sconosciute, nelle motivazioni, alla cittadinanza, ha fatto sí che si perdesse l’armonia. Ora l’Amministrazione continua a invocare fiducia nel proprio operato, ma i cittadini usticesi sono passati da un ruolo di protagonisti attivi al ruolo di vassalli…

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3 pensieri su “L’EDITORIALE. Da protagonisti attivi a vassalli: la parabola discendente dei cittadini usticesi

  1. E’ un grande peccato logorare l’entusiasmo e la partecipazione attiva della comunità, occorre invece alimentarla curarla e proteggerla, perchè è fondamentale per la crescita civile e democratica della cittadinanza. Una buona Amministrazione la pone al centro della sua attenzione, si governa democraticamente insieme, condividendo le scelte, rispettando le differenze e stimolando la partecipazione democratica. Occorre fare ogni sforzo per preservare il senso civico e la responsabilità che in questo faticosissimo anno avete con limpidezza espresso per difendere gli obiettivi strategici di una isola preziosa e fragile come Ustica. Non mollate continuate a difenderla nell’interesse collettivo, sono queste le battaglie che questo paese ha davvero bisogno, e per queste battaglie sono e sarò al vostro fianco
    Valeria

  2. Personalmente e non solo come appartenente a Visitustica avevo veramente creduto al progetto di collaborazione seria e fattiva pro ogni Amministrazione indipendentemente dal colore. Purtroppo col tempo mi sono accorto che questa voglia di collaborazione era solo unilaterale e che ogni cosa doveva dipendere solo ed esclusivamente non da scelte condivise ma da imposizioni calate dal ruolo ricoperto. Ho fatto un passo indietro e sono rimasto a guardare. Ancora guardo………quante persone come me sono rimaste deluse da questo comportamento autoritario o che nulla c’entra con la collaborazione. Adesso siamo davvero in tanti a restare alla finestra e aspettare il tempo che passa e che sta consumando la cera di una candela che ormai si è completamente sciolta. Potrebbe durare anche fino alla fine naturale ……….ma, forse, sarebbe meglio che un alito di vento la spegnesse …………….e si ricominciasse da capo con spirito umile e collaborativo. Di questo ha bisogno Ustica: umiltà e rispetto, non arroganza ed ipocrisia. A questo punto una sola parola su tutte : PAZIENZA !

  3. “Rispettare le differenze” mi sembra la chiave di volta. Le differenze sono ricchezza, possibilità di crescita, idee nuove, soluzioni impensabili continuando a guardare il mondo come se fosse sempre lo stesso.
    Non lo è, lo stesso, il mondo, ed il ricordo del passato può esserci certamente utile per non commettere di nuovo gli stessi errori…..ponendoci davanti ai problemi con umiltà e fantasia, consapevoli che, accanto, non abbiamo nemici ma esseri umani fragili con le stesse difficoltà nostre.

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