USTICA. Trasporti, situazione in alto mare: va deserto il bando sui collegamenti integrativi

Brutte notizie per la comunitá usticese: il bando a valenza comunitaria per l’assegnazione del servizio di trasporto integrativo – il termine per la presentazione delle domande é scaduto ieri a mezzogiorno – é infatti andato deserto. La notizia, anticipata ieri sul gruppo Facebook “Usticalines subito”, ci é stata confermata da fonti interne alla Regione siciliana.

Il bando, lo ricordiamo, era stato impugnato dalla societá Usticalines, ricorso attualmente al vaglio del Tar. Adesso si dovranno attendere l’udienza di merito e la relativa sentenza, che aprirebbe un ventaglio di possibili soluzioni. L’iter, tuttavia, si allungherá inevitabilmente. A questo punto il problema é capire quali contromisure verranno adottate in attesa dell’espletamento del ricorso al fine di garantire il diritto alla continuità territoriale.

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2 pensieri su “USTICA. Trasporti, situazione in alto mare: va deserto il bando sui collegamenti integrativi

  1. Caro Direttore, sono stato in questi mesi in contatto con la comunità di Linosa, isola messa in ginocchio in modo ancora peggiore dell’isola di Ustica. Adesso, andato deserto l’ennesimo bando provo un immenso senso di abbandono. Le piccole isole non servite dagli aeroporti hanno gridato alla ribellione fin dal primo giorno d’interruzione dei collegamenti marittimi integrativi.
    Qua, adesso la politica locale deve trarre le sue conclusioni. Le persone che hanno trattato l’argomento in Regione in maniera così a dir poco “sconcertante per la semplicità” senza battere i pugni sui tavoli neanche dopo il secondo bando andato deserto (oggi siamo arrivati addirittura al terzo, anch’esso andato deserto) devono ammettere le proprie colpe (le loro scelte politiche sono state sbagliate, e a solo danno delle comunità).
    Devono ammettere di avere creato questa situazione incresciosa e a dir poco vergognosa. Non è un vanto andare in assemblea cittadina a dire che si ci sta prodigando a risparmiare, costringendo gli armatori a non potere partecipare ai bandi, perché con il lavoro altrui non si scherza !!! Non si può dire agli armatori “se vuoi prenditi questi soldi, sennò niente!!! Quando si mettono in tavola le carte per un negoziato devono essere eque e non impugnabili come è successo nell’ultimo caso.
    Adesso che siamo col niente in mano, con molta umiltà si dovrebbe ripagare chi sta vedendo messo in serio pericolo la propria attività con prenotazioni alberghiere cancellate; con chi ha tanti dubbi, tipo i lavoratori sia marittimi che isolani, che legati a questi servizi portano avanti le famiglie in un periodo reso già cupo dalla crisi economica globale. Non voglio parlare di malafede, ma chi tira le fila di questo “sporco sistema” ha fatto si che delle compagnie come la Usticalines non prendessero parte neanche ad un bando pluriennale con le conseguenze che chi vive le isole stanno per subire se non si interviene pesantemente e subito. I cittadini hanno eletto dei rappresentanti politici che devono farsi portavoce delle loro necessità, se in questo non si dovesse essere all’altezza si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di tirarsi fuori, dimettersi e non continuare a fare dell’altro danno a queste già martoriate comunità. Il mio è un appello che viene reso più vasto dalla raccolta delle firme a supporto della petizione seguente:
    https://www.change.org/p/presidente-regione-siciliana-rosario-crocetta-assessore-regionale-trasporti-giovanni-pizzo-presidente-quarta-commissione-regione-sicilia-giampiero-trizzino-ripristinate-gli-aliscafi-integrativi-con-le-isole-di-ustica-linosa-pantelleria-lampedusa

  2. La notizia era nell’aria. La “continuità territoriale”, in realtà, sta solo facendo la fine dei servizi pensati per soggetti svantaggiati: sta cessando.
    Inutile pensare che se ne faccia carico la politica: questa parola non ha più lo stesso significato che ha avuto da quando fu coniata.
    Prima si trova un succedaneo, e questo ( trovarlo) è più semplice nelle piccole comunità, prima se ne esce.
    Senza aspettare aiuti da chi non esiste più come organizzazione sociale che abbiamo conosciuto sinora come massima -ed unica – espressione del governo del territorio.

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