USTICA. Effettuato rilevamento geo-morfologico dell’isola nell’ambito del progetto Geoswim

Geoswim: il logo già riassume l’obiettivo della missione scientifica. Si tratta di un progetto internazionale di lungo periodo nell’ambito del quale gruppi di ricercatori specializzati stanno effettuando il rilevamento geo-morfologico delle coste del Mediterraneo a nuoto, bracciata dopo bracciata, associando alle indispensabili osservazioni visuali dirette, anche tutta una serie di misure con strumenti, sensori e telecamere.

In questi giorni, facendo affidamento sulle condizioni meteo-marine finalmente favorevoli, i ricercatori di Geoswim hanno rivolto la loro attenzione all’isola di Ustica, su invito del laboratorio-museo di Scienze della terra, del locale Centro studi e con il supporto logistico dell’area marina protetta.

A Ustica sono arrivati i due coordinatori di Geoswim, i professori Stefano Furlani dell’Università di Trieste e Fabrizio Antonioli dell’Enea di Roma, con i geologi Francesco Caldareri dell’Università di Palermo e Danilo Cavallaro dell’Università di Catania; e con il biologo Pietro Chirco dell’Università di Palermo.

Per la specifica missione usticese, al gruppo di ricerca si è aggiunto il neo direttore del laboratorio-museo di Scienze della terra isola di Ustica, Franco Foresta Martin, geologo e giornalista scientifico.

“Con l’arrivo di Geoswim a Ustica abbiamo conseguito un doppio primato -spiega Franco Foresta Martin-. Per la prima volta abbiamo rilevato i 12 chilometri che costituiscono la circonferenza della nostra isola, con un dettaglio mai raggiunto prima, raccogliendo miliardi di byte di informazioni sulla struttura geologica costiera e sui parametri fisici delle acque che bagnano la cosiddetta “zona intertidale”, cioè quella fascia che si trova tra la bassa e l’alta marea. Inoltre, Ustica rappresenta la prima isola di natura vulcanica le cui coste sono state attentamente analizzate da Geoswim, dopo centinaia di chilometri di esplorazioni in zone costituite da terreni sedimentari”.

“In tre anni di attività di Geoswim abbiamo esplorato centinaia di chilometri di coste dell’Istria, di Gaeta, di Malta e delle isole Egadi -raccontano i due coordinatori del progetto, Furlani e Antonioli-. A Ustica abbiamo trovato una realtà completamente nuova, fatta da vari tipi di rocce vulcaniche in cui stiamo cercando le testimonianze non solo degli alti e dei bassi del livello del mare nel corso dei millenni, ma anche dei notevoli moti verticali subiti dall’isola. L’obiettivo finale sarà quello di ricavare un quadro dell’assetto costiero di Ustica, della sua ricchezza biologica e dello stato delle sue acque, che già a un primo sommario esame si rivelano di ottima qualità”.

Il direttore dell’area marina protetta, Salvatore Livreri Console, ha espresso compiacimento per l’arrivo a Ustica di Geoswim “a conferma dell’importanza scientifica di quella che è la prima riserva marina istituita in Italia nel 1986 e della volontà di rilanciare, nonostante la crisi, gli studi e le ricerche sul mare di Ustica”.

Un bilancio delle ricerche effettuate da Geoswim sarà presentato il 9 giugno a Favignana, nel corso della nuova settimana delle Egadi.

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