L’EDITORIALE. Sindaco e Giunta, andatevene. Anche dalla porta di servizio

(Roberto Rizzuto) Cosa sono i trasporti marittimi per un’isola che dista dalla costa oltre cinquanta chilometri e che é collegata alla terra ferma soltanto tramite mezzi navali? La risposta é presto data: tutto.

C’é un’isola, nel Tirreno meridionale, Ustica, che da sette mesi é priva di collegamenti marittimi efficienti e affidabili, ovvero quelli che, fino alla fine del novembre scorso, sono stati garantiti dal servizio di trasporto integrativo, che spesso ha costituito, per la veritá, un servizio sostitutivo di quello ordinario.

Il trasporto integrativo é stato interrotto in quanto, dopo la scadenza del precedente incarico affidato alla compagnia Usticalines, la Regione siciliana, manifestando incompetenza e disinteresse per il destino della popolazione isolana, non é stata in grado di far ripartire un servizio essenziale per tutta la comunitá; servizio attorno al quale ruotano, come in una catena dagli anelli inseparabili, sanitá, istruzione, pendolarismo e turismo: tutto ció che, insomma, determina la qualitá della vita degli usticesi.

In questo concentrato di incompetenza e disinteresse, preparato dalla Regione, l’Amministrazione comunale usticese, con il testa il sindaco Attilio Licciardi, ha versato un terzo e letale ingrediente per la popolazione isolana: la connivenza.

Da sette mesi, lo testimoniano le cronache qui pubblicate, la Giunta Licciardi, dello stesso “colore” politico e partitico dell’Amministrazione regionale, difende a oltranza, a scapito dei legittimi interessi dei propri concittadini, la indecorosa condotta di Palazzo d’Orleans, il cui unico risultato concreto, ad oggi, é stato quello di emettere bandi di gara improbabili che hanno lasciato Ustica con collegamenti marittimi da Paese in via di sviluppo in piena stagione turistica, senza considerare gli enormi disagi patiti, giá a partire da dicembre 2014, dalla popolazione residente.

Emblematica é la foto dell’aliscafo “Fabricia” della CdI – unico mezzo veloce che collega Ustica con Palermo – apparsa qualche giorno fa sui social, che ricordava piú l’immagine di un relitto ripescato dal fondo del mare che di un mezzo navale ancora in uso.

Licciardi e la sua Giunta hanno sacrificato gli interessi della propria gente in nome di altro, e oggi, quella stessa gente sta cominciando a presentare loro il conto.

Lo abbiamo scritto in passato: la Giunta municipale di un’isola collegata con la terra ferma soltanto via mare che fallisce sui trasporti marittimi dovrebbe avere la decenza di autoaccompagnarsi alla porta; anche quella di servizio andrebbe piú che bene.

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2 pensieri su “L’EDITORIALE. Sindaco e Giunta, andatevene. Anche dalla porta di servizio

  1. Le responsabilità operative sono della regione ( ovviamente con nomi e cognomi di politici e dirigenti agronomi non all’altezza- al di la delle contingenze economiche- di apprestare le necessarie competenze politiche, tecniche e burocratiche).
    Aver “sbagliato” a confezionare il bando è un indice evidente di tale incompetenza o precisa volontà di fare andare deserta la gara.
    Entrambi gli scenari sono inquietanti.
    Cosa c’entra, in questo, l’amministrazione locale? come evidenzia il giornale, non ha scelto la parte giusta da sostenere……ha sacrificato il buon diritto della comunità usticese all’altare dell’appartenenza politica.
    Se volete, potete andare a rileggere quanto scrivevo- anche su queste colonne- nel 2013: chi ritiene che Antonello Cracolici ( a lungo Cracomia= Cracolici + Lumia, oggi verosimilmente separati in casa……) fosse persona in grado di dare lezioni di “buona amministrazione” ( v. lezione organizzata da “Ustica democratica”) era fortemente miope o sapeva di non vederci e descriveva un mondo irreale.
    Persino l’on. Ferrandelli apre che se sia accorto e ne sta facendo ammenda…………….
    Quello che mi preoccupa è che dietro questa storia di cattiva amministrazione, regionale e locale, non ci sia soltanto gravissima incapacità.
    La comunità Usticese continui a tenere alta l’attenzione. Ognuno faccia quello che sa e quello che può e nessuno dovrà rimproverarsi, dopo, di non aver provato a cambiare le cose.
    Anche se troverà sulla sua strada un cugino, un fratello, un vicino di casa, un amico, che non avrà il suo stesso interesse, perchè ha altri progetti oltre l’honeste vivere, alterum non ledere et suum cuique tribuere………

  2. L’ulteriore spaccatura della comunità usticese non mi piace per niente. Le scomposizioni e ricomposizioni sono fatti estremamente negativi….del tipo “i nemici dei miei nemici sono miei amici”…..non mi sembra il modo migliore di affrontare i problemi.
    Se i cittadini- tutti- sapessero fare i cittadini forse avremmo politici migliori….

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