PANTELLERIA. “Minacce e lesioni a un tecnico che rilevó abuso in un suo immobile”: concluse indagini a carico del sindaco

Un avviso di conclusione delle indagini preliminari – atto che, solitamente, anticipa una richiesta di rinvio a giudizio – é stato notificato dalla Procura di Marsala al sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele: minaccia grave, ingiurie e lesioni personali sono i reati contestati.

Secondo l’accusa, Gabriele, dopo l’accertamento, da parte di un tecnico comunale dell’ufficio Abusivismo, Maurizio Barraco, di violazioni urbanistiche relative a un immobile di contrada Karuscia, di cui il sindaco è comproprietario con altri familiari, avrebbe minacciato il tecnico dicendogli che gliela avrebbe fatta pagare e che lo avrebbe fatto denunciare dal fratello (Alessandro Gabriele, altro comproprietario dell’immobile) per abuso d’ufficio.

Gabriele, inoltre, é accusato di ingiurie e lesioni personali ai danni del tecnico, al quale, in conseguenza della minaccia, fu provocato uno “stato di agitazione psicomotoria”.

Con il sindaco Gabriele è indagato, per omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale, anche l’allora comandante della stazione della Guardia di finanza di Pantelleria, il maresciallo Vincenzo Ditta. Secondo l’accusa, dopo aver nominato Maurizio Barraco come ausiliario di Polizia giudiziaria per l’accertamento di violazioni edilizie nell’immobile, “ometteva e comunque ritardava a trasmettere all’Autorità giudiziaria la relazione redatta da Barraco, a lui consegnata il 5 dicembre 2013, dalla quale risultava la realizzazione di violazioni edilizie” nell’immobile al centro della vicenda. L’indagine, coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa, è stata condotta dalla sezione di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza della Procura di Marsala.

L’avvocato Nino Caleca, legale del primo cittadino, spiega che “il sindaco ha chiesto di essere interrogato dal procuratore Alberto Di Pisa per fornire la propria versione dei fatti. Il sindaco Gabriele – afferma Calca – non ha minacciato nessuno e si è riservato di fornire la documentazione a riprova di quanto affermato. Io e il mio assistito siamo assolutamente fiduciosi nell’evoluzione positiva di questa vicenda”.

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