L’EDITORIALE. Qualcuno ci svegli dal lungo letargo usticese

(Frances Barraco) Senza alcun timore di smentita, la stagione invernale, per gli isolani, è la peggiore. Ustica, piccolissima e ancora più isola perché non fa parte di un arcipelago, è ancora più penalizzata. Dall’inizio dell’anno a oggi la frequenza dei collegamenti con la terraferma è stata scarsissima, tanto scarsa che, da giovedí, l’unica macelleria dell’isola è chiusa per mancanza di merce, la scuola dell’infanzia è chiusa perché sono assenti i collaboratori scolastici Ata, le medie e il liceo viaggiano a regime ridotto per assenza di professori.

Tra gli esercizi commerciali, una decina restano chiusi, ormai dallo scorso ottobre, per mancanza di lavoro e i lavori milionari per la ristrutturazione del plesso scolastico delle scuole superiori sono fermi da Natale.

Per quanto riguarda il cambio di guardia in merito ai gestori dei collegamenti marittimi, gli unici sui quali l’isola può contare, si è ancora in alto mare. Alla Compagnia delle Isole, a breve, dovrebbe subentrare una nuova compagnia; alla VisitSicily Tours, il primo di marzo, dovrebbe subentrare la Usticalines, a seguito dell’ultima gara a valenza comunitaria per i collegamenti integrativi di trasporto. Ma, ancora oggi, nessuna notizia ufficiale. Se qualcuno volesse prenotare, in marzo, un viaggio a Ustica, troverebbe soltanto i mezzi della CdI, nave e aliscafo, mentre da aprile il booking, al momento, è aperto solo per la nave.

La stagione invernale, che dovrebbe segnare la programmazione turistica, lavoro del quale tutta l’isola vive, anche quest’anno ne resta priva, né l’Amministrazione comunale batte colpo. Il trentennale dell’area marina protetta, annunciato alla fine dello scorso anno dal sindaco Licciardi (“facciamolo diventare insieme un anno speciale per la nostra isola e per l’ambiente”, affermava) è fin qui rimasto lettera morta.

Ed anche il bando Sprar, diretto dal ministero agli enti locali per l’accoglienza ai migranti, è stato gestito in modo superficiale e quasi privatistico, senza coinvolgimento della cittadinanza, ma lasciando che le voci di piazza la facessero da padrone.

Da troppo tempo non ci sono più incontri pubblici tra Amministrazione e cittadini, né vengono date risposte a domande lecite, né informazioni di alcun genere sullo stato dell’arte.

Così, mentre alla Bit. che in questi giorni è presente a Milano, altre isole siciliane si propongono a gran voce, Ustica resta in letargo.

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