USTICA. Morte Bartolo e Fedi, a giudizio l’ex sindaco Messina. L’accusa: “Non garantí la sicurezza dell’area portuale”

(Roberto Rizzuto) Omissione di atti d’ufficio, aggravata dall’articolo 586 del codice penale (morte come conseguenza di altro delitto): con questa accusa, a circa tre anni e mezzo di distanza dalla tragica morte dei due quattordicenni Bartolomeo Licciardi e Fedi Sta, Aldo Messina, allora sindaco isolano, è stato rinviato a giudizio; il relativo processo comincerà il 4 aprile.

La tragedia si consumó intorno alle 22,30 del 9 agosto 2012. I due ragazzi, dopo essersi impossessati di una Fiat Panda parcheggiata nella zona del porto, risultata essere di proprietà di un pensionato isolano, mentre si accingevano a effettuare una manovra repentina,  persero il controllo del veicolo precipitando in mare e morendo annegati. Inutili furono i soccorsi.

Il sindaco Messina, secondo l’accusa, avrebbe omesso di adempiere a un’ordinanza della Capitaneria di porto di Palermo, con riferimento all’accesso e al transito nella banchina “ex Sirena” del porto di Ustica. In particolare, l’allora primo cittadino non avrebbe fatto delimitare il tratto di banchina interdetta al transito e alla sosta con segnalazione anche notturna e, in più, non avrebbe predisposto un idoneo servizio di vigilanza che avrebbe garantito la sicurezza. Le indagini sono state condotte dal pubblico ministero Renza Cescon e coordinate dall’aggiunto Maurizio Scalia.

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