USTICA. Cimitero, il sindaco dá i numeri e annuncia la fine dell’emergenza per due-tre anni, ma i conti non tornano

(Frances Barraco) Parliamo, di nuovo, di emergenze cimiteriali. Questo argomento ha alimentato nuovi dialoghi sulla pagina Facebook “Ustica Democratica”, dove, a un nostro articolo e ai cittadini che pongono domande in merito, il sindaco Licciardi risponde con un post dal titolo: “Cimitero: informazioni alla cittadinanza”.

“A seguito del perfezionamento e completamento delle operazioni di estumulo dei loculi “centenari” (che si sono protratte molto oltre il tempo previsto a causa di un contenzioso con l’impresa e a causa di una denuncia di un cittadino che ha provocato il sequestro dei loculi) – scrive Licciardi – si sono resi disponibili cinquanta posti che garantiranno per i prossimi due-tre anni il regolare seppellimento dei nostri defunti”. A seguire, Licciardi, fa quindi una breve cronistoria del problema menzionando la scomoda situazione ereditata dalla precedente amministrazione.

A leggere le suddette affermazioni rese dal sindaco di Ustica, dunque, sembrerebbe che il problema relativo al cimitero sia archiviato, almeno per il medio periodo (“due-tre anni”, secondo quanto dice Licciardi), tuttavia, entrando nel merito, qualche considerazione rimane.

I fatti, anzituttto. Nella seconda metà del 2012, durante l’amministrazione Messina, erano stati realizzati ventun loculi e centoquaranta cellette. A novembre 2013, l’amministrazione Licciardi, trovandosi, di nuovo, senza loculi metteva in cantiere un progetto per l’estumulo delle salme dai colombari più antichi, la demolizione e riedificazione degli stessi alzandoli di un piano.

Iniziavano, quindi, i lavori, che si fermavano, peró, a metà 2014, quasi in coincidenza con il cambio di guardia tra Rubbio e Riccio a capo dell’Ufficio tecnico; in quel momento era stato perfezionato l’estumulo e le risultanti cassette ossario erano state depositate nella camera mortuaria del cimitero.

Da allora gli affari cimiteriali sono entrati in una zona di stand-by; la prima conseguenza si è materializzata quando, durante tredici giorni ininterrotti di isolamento dalla terraferma, un nuovo deceduto si è trovato non solo senza sepoltura, ma anche senza feretro.

Il surriscaldarsi degli animi per il modo in cui questo argomento era stato affrontato da Riccio ha portato a una denuncia che ha originato il sequestro dell’area cimiteriale insistente tra i due colombari.

Il defunto di questi ultimi ultimi giorni aveva il proprio feretro, ma, per un giorno, è stato lasciato in deposito all’interno della chiesetta del cimitero, in attesa di sepoltura.

Dei cinquanta loculi resi disponibili dall’estumulo, diciannove sono già stati utilizzati, due sono inutilizzabili perché rientrano nell’area sottoposta a sequestro; inoltre i dieci che costituiscono l’ultimo piano del colombaro più grande hanno problemi di infiltrazioni di acqua e nove dovrebbero essere occupati dalle salme che, non avendo trovato dimora, sono ospiti presso cappelle gentilizie. Così asserisce la consigliera del gruppo di minoranza Carmela Caserta. Stando così le cose, è nella norma che i cittadini sentano fortemente questo problema e pongano domande all’amministrazione, senza, per questo, essere necessariamente avversari politici del sindaco.

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3 pensieri su “USTICA. Cimitero, il sindaco dá i numeri e annuncia la fine dell’emergenza per due-tre anni, ma i conti non tornano

  1. Ci riprovo, avevo inserito questo commento ieri, ma non è andato a buon fine.

    Sig.ra Barraco le rammento che non sono un riccio, simpatico e nobile animale, ma iĺ Sig. Riccio, già Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, e che se ha qualcosa da raccontare sul mio operato abbia la cortesia e la decenza di farlo dicendo i fatti, non tacendoli come in questo ennesimo caso.
    Lei faccia pure come vuole, ma ricordo a me stesso che non io e neanche chi mi ha preceduto nel ruolo (mi fu raccontato che neanche ci andava al cimitero durante gli estumuli) ma qualcun’altro, presente quando non lavoravo ad Ustica, ha trattato i vostri morti come fossero materiali di risulta e sembrerebbe senza rispetto per le leggi. Per questo fu sequestrato il Cimitero e non per le manomissioni di un uomo provato dal dolore che fece una denuncia per quell’operato scellerato.
    Con l’augurio per tutti di non dovere più leggere certi silenzi e certe miserie.
    Ing. Giuseppe Riccio

    1. Ing. Riccio buongiorno, è la seconda volta che lei mi richiama sulla omissione del suo titolo e che il nominarla semplicemente Riccio la disturba. Tuttavia questa specifica omissione è consuetudine nel linguaggio giornalistico.
      Le notizie che riporto nell’articolo, nella loro consecutio temporum, sono documentate.
      Dal momento che Lei rileva un mio tacere sui fatti, posso risponderle che parlo solo di quello che conosco. Se altri fatti ci sono, oltre quelli che ho raccontato, voglia parlarne Lei ed in modo circostanziato.
      Cordialmente,
      Frances Barraco

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