USTICA. Scarsa illuminazione dell’elipista: ecco i precedenti che non hanno insegnato nulla

(Roberto Rizzuto) Quanto accaduto la sera del 14 marzo a Ustica, quando un elicottero del 118 non ha potuto effettuare l’atterraggio sull’elisuperficie dell’isola a causa dell’illuminazione insufficiente della stessa, poteva essere previsto ed evitato.

Le cronache locali, infatti, hanno documentato in passato altri casi analoghi, nei quali il personale del 118 aveva condotto le operazioni di atterraggio e/o decollo dall’isola in notturna in condizioni difficili a causa della scarsa illuminazione della pista.

Abbiamo trovato, in particolare, riferimento a due episodi simili, accaduti nel 2014 e nel 2010: in entrambi i casi l’elicottero del pronto intervento ebbe a operare in condizioni di scarsa illuminazione; ad ogni modo, in ambo le situazioni, si riuscí a portare a compimento l’operazione di elisoccorso. Tutto si puó dire, quindi, tranne che, quello di due sere fa, fosse uno scenario inedito e imprevedibile a Ustica.

IL PRECEDENTE CON LICCIARDI SINDACO. L’11 marzo 2014, il blog Ustica Sape riportava una notizia relativa all’assistenza prestata, a mezzo elisoccorso, a una donna di 86 anni. A margine di questa notizia, disponibile nell’archivio del blog, si legge un commento a firma di Felice Badagliacco: “Si ringrazia l’equipaggio dell’elisoccorso 118 – scrive Badagliacco – per aver dimostrato tanta sensibilità e professionalità atterrando, in ore notturne, in una pista non sufficientemente illuminata. Della scarsa manutenzione della pista di atterraggio sono stati informati il sindaco e l’ufficiale sanitario”. Il sindaco dell’epoca era giá Attilio Licciardi, eletto nell’estate 2013.

UN CASO ANALOGO ANCHE NEL 2010. Andando piú a ritroso nel tempo, e piú precisamente al 21 luglio 2010 (seconda Amministrazione targata Aldo Messina), si trova, sempre sul blog Ustica Sape, un contributo a firma di Mario Oddo, che, nel commentare un articolo relativo a un intervento dell’elisoccorso, tra l’altro, scriveva: “Ritengo doveroso riferire quanto avventuroso sia stato il decollo da Ustica; il pilota, attenendosi probabilmente alle procedure previste, si rifiutava di alzarsi in volo in quanto la pista era completamente al buio; falliti vari tentativi di reperire qualcuno che fosse in grado di attivare il sistema di illuminazione dell’area, tutto si è risolto, dopo non poco tempo, grazie ai fari di due auto presenti, quella dei carabinieri e dell’ambulanza quanto mai provvidenziali. Nell’ascoltare questo racconto mi sono chiesto: ‘E se si fosse trattato di un caso in cui una minima perdita di tempo poteva risultare fatale per la paziente?’. E, da ignorante in materia, mi chiedo ancora: ma l’illuminazione della pista di atterraggio degli elicotteri non dovrebbe essere garantita per fronteggiare in qualsiasi ora della sera/notte qualsiasi emergenza?”.

Come si puó notare dalle cronache odierne, le domande che il signor Oddo si poneva ben sei anni fa sono oggi piú che mai attuali e attendono ancora risposta.

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