L’EDITORIALE. Licciardi, il sindaco mollato da quasi quattro elettori su cinque

(Roberto Rizzuto) Il referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare entro le dodici miglia dalla costa é ormai alle spalle; il popolo italiano, facendo mancare il quorum a livello nazionale, ne ha decretato la non validitá. Inutile, dunque, la netta affermazione del “Sí” a spese del “No”.

Questo appuntamento elettorale, ad ogni modo, oltre a rappresentare un legittimo e costituzionalmente garantito esercizio di democrazia, é assai utile per imbastire alcune osservazioni. Parlando di Ustica, ovvero del nostro ambito territoriale di riferimento, il voto ha dato alcune indicazioni significative.

I numeri, intanto, prima delle opinioni: sull’isola in provincia di Palermo, dei 1.103 totali aventi diritto al voto, si sono recati alle urne appena 256 persone, vale a dire il 23,20 per cento dell’intero corpo elettorale; in particolare il “Sí” ha raccolto 238 voti (93,70 per cento), mentre il “No” ne ha totalizzati 16 (ovvero il 6,30 per cento); due le schede nulle (0,78 per cento), zero quelle bianche.

Nelle settimane e nei giorni precedenti al voto, il sindaco usticese Attilio Licciardi, con la sua Giunta e con la direzione dell’area marina protetta, si era pubblicamente schierato a favore del referendum: “Andare a votare e votare Sí”, aveva affermato a piú riprese su Facebook il primo cittadino dell’isola.

Tuttavia, soffermandoci sui suddetti numeri, questo appello lanciato dal sindaco é stato accolto soltanto da 238 votanti sui totali 1.103 aventi diritto, vale a dire da appena il 21,57 per cento del corpo elettorale usticese. Ció significa che il 78,43 per cento degli aventi diritto usticesi ha ignorato l’appello di Licciardi: stiamo parlando di quasi quattro quinti del corpo elettorale isolano. Non solo; data la particolaritá del tema oggetto del voto referendario, é assai probabile che alcuni elettori si siano recati alle urne a votare “Sí” a prescindere dall’appello lanciato da Licciardi, in quanto favorevoli alla “battaglia” di principio portata avanti attraverso il referendum stesso.

Oggi Attilio Licciardi é un sindaco con un bassissimo livello di consenso popolare; fatto, questo, che era nell’aria da tempo, e che adesso ha trovato conferma anche nei freddi numeri dell’ultima chiamata alle urne. Questi numeri dovrebbero far riflettere il sindaco e la sua Giunta sul fatto che, probabilmente, qualcosa nella loro attivitá amministrativa andrebbe rivisto. Cambiare per migliorare, insomma, o, altrimenti, fare un passo indietro e rassegnare il mandato.

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