USTICA. Da centro per la valorizzazione dei prodotti tipici (sulla carta) a discarica a cielo aperto: il caso dell’ex mattatoio

(Roberto Rizzuto) Un centro per la valorizzazione dei prodotti tipici locali: questo sarebbe dovuto diventare l’ex mattatoio comunale di Ustica, secondo un progetto – per un importo complessivo pari a 1.857.307,08 euro – approvato dal Comune isolano. Ne davamo notizia, su queste pagine, nel dicembre 2011.

Per quell’attivitá di progettazione dei lavori di recupero dell’ex mattatoio – notizia sempre del dicembre 2011 – il Comune di Ustica disponeva la liquidazione di una fattura ammontante a 39.562,52 euro, emessa da uno studio di architetti; non solo: altre due fatture, ammontanti rispettivamente a 7.659,52 e 7.586,07 euro, concernenti relazioni geologiche e geotecniche con connesse prove geognostiche, venivano liquidate – lo scrivevamo nel febbraio 2012 – in favore di un altro professionista, con riferimento, tra l’altro, anche ai lavori per il recupero dell’ex mattatoio e per la realizzazione del suddetto centro.

Parliamo di decine e decine di migliaia di euro di soldi pubblici spesi per la progettazione e per una serie di attivitá propedeutiche alla realizzazione di qualcosa che – come tristemente evidenziato dai fatti – é rimasto unicamente sulla carta. Sia chiaro: i professionisti che hanno curato i suddetti studi e lavori di progettazione non sono in alcun modo addebitabili di alcun torto, anzi, ne siamo certi, si sono aggiudicati con merito i relativi incarichi e le rispettive somme. Quello che, invece, non é accettabile é constatare questo ennesimo caso di cattiva, se non sciagurata, amministrazione della Cosa pubblica.

Il progetto di recupero dell’ex mattatoio e per la realizzazione di un centro per la valorizzazione dei prodotti tipici locali, messo a punto sotto la precedente Amministrazione comunale, non solo non ha avuto seguito, ma l’ex mattatoio, nel frattempo, si é persino trasformato in una discarica a cielo aperto, come documentato in passato a piú riprese su queste pagine, e piú recentemente ieri con l’articolo-denuncia scaturito dalle foto di una lettrice.

Ora, a meno che non si vogliano considerare “prodotti tipici locali” dell’isola di Ustica gli elettrodomestici e i materassi in disuso accatastati a decine nell’area dell’ex mattatoio, vorremmo segnalare questa paradossale situazione a chi ci legge, sperando in un sussulto di orgoglio da parte di chi – avendone facoltá – possa, a vario titolo, contribuire a porre rimedio a questo ennesimo esempio negativo di gestione delle risorse pubbliche.

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