SPETTACOLI. “Gramsci 44” proiettato a Ustica, il conto dell’albergo lo pagano i cittadini

Un impegno di spesa di 132 euro, da addebitare ai contribuenti usticesi, per finanziare il pernottamento in albergo di due dei protagonisti della realizzazione del docu-film “Gramsci 44”, in occasione delle proiezioni della pellicola programmate a Ustica, nei giorni 15 e 16 luglio, nella sala del Centro congressi: ha deciso di farsene carico il Comune (determina dirigenziale 31 del 13 luglio 2016), attingendo, si legge, al capitolo 923.11: “Spese per attività culturali, eventi ecc. – Democrazia partecipata, comma 1, art. 6”.

Questo atto di “Democrazia partecipata” constava di un servizio di camera matrimoniale in albergo più prima colazione, per un totale di 132 euro, Iva inclusa, di cui il Comune ha, appunto, deciso di farsi carico attingendo alle proprie asfittiche risorse.

Ci si chiede perché, di questa seppur contenuta spesa, si sia fatto carico il Comune, e non, ad esempio, la produzione del film, dato che si tratta, in tutto e per tutto, di un’attività promozionale della pellicola, gentilmente inserita dall’Amministrazione comunale nel calendario delle proprie manifestazioni estive.

Questo, beffardamente, accade nei giorni in cui il “Nuovo gruppo bandistico San Bartolomeo”, dopo ventisette anni di servizio, comunica di dover, suo malgrado, cessare le attività proprio per mancanza di fondi.

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7 pensieri su “SPETTACOLI. “Gramsci 44” proiettato a Ustica, il conto dell’albergo lo pagano i cittadini

  1. Questo è tutto quello che avete da dire sulla proiezione del film? Forse vi manca il critico cinematografico per esprimere un giudizio sul film e sul fatto che sia stato presentato a Ustica?
    Vi apprezzo per molte cose ma questa volta avete, al di là dell’offerta del soggiorno al regista, avete toppato a mio parere

  2. Salve Margherita,

    la figura del critico cinematografico, in effetti, ci manca, e se volesse lei stessa prodursi in una recensione del film saremmo piú che lieti di ospitarla.

    Di “Gramsci 44” ci siamo occupati a piú riprese in passato, anche dettagliatamente; in questo caso abbiamo voluto dare spazio a un particolare aspetto che ci ha incuriosito, ovvero quello descritto nell’articolo. Scelta opinabile? Certamente, come tutte le scelte editoriali se vogliamo.

    Saluti,

    RR

  3. Ciao, sono lo sceneggiatore di Gramsci 44, uno dei due ospitati sull’isola.
    Vi ricordo che il primo giorno di proiezione è stato dedicato ai tantissimi protagonisti usticesi del film, che non hanno pagato il biglietto di ingresso. Vi ricordo che il film fra sopralluoghi e riprese ha visto per due anni una troupe di oltre dieci persone fare avanti e indietro dall’isola: la produzione ha pagato viaggio, vitto e alloggio facendo praticamente vivere commercialmente l’isola in mesi non turistici (Dicembre – Gennaio). Vi ricordo che il film ha portato l’isola, la sua storia e i suoi abitanti in giro per l’Italia e per il mondo, il film è stato visto da Palermo a Milano, da Roma a Firenze, dagli Stati Uniti alla Sardegna. Per ultimo, vi ricordo che il film è stato fatto in partneriato con il Comune di Ustica, senza il quale il film non avrebbe mai preso vita. Detto questo, pensate ancora che 132 euro sia una spesa eccessiva?

    1. Salve Emanuele, non certo una spesa eccessiva, come giá evidenziato nell’articolo, ma inopportuna, a nostro avviso. Ci consentirá la libera espressione di un pensiero, spero. Saluti, RR.

      1. L’espressione è sempre libera, ho risposto ad una vostra domanda da diretto interessato. E ripeto, ritengo che il film ha fatto molto per Ustica, così come Ustica ha fatto molto per il film. E 132 euro è una spesa che rientra nell’ordine delle cose, di solito un comune che presenta un film ospita sempre gli autori, figurarsi se il comune è lo stesso che ha permesso la realizzazione del film presentato.
        Se un amico viene a casa mia, un letto è sempre pronto. E credo che il film sia più di un amico per l’isola: è un figlio affettuoso.

        Infine, opinione personale, questa moda di mettere negli articoli coincidenze casuali per innescare critiche populiste è basso giornalismo. Sono successe tante cose a Ustica mentre il comune pagava una stanza d’albergo: la banda musicale ha chiuso, il traghetto non è partito, il mio motorino perdeva benzina, un bambino si è perso – ma poi l’hanno ritrovato!, ci hanno comunicato la selezione ad un festival, dei turisti si sono ubriacati, al bar hanno trasmesso pessima musica brasiliana, non ho trovato un paio di ciabatte del mio numero – e il regista non ha trovato i pantaloni come li voleva lui, i protagonisti anziani di Gramsci 44 sono usciti di casa – alcuni erano mesi che non uscivano di casa – per andare a teatro a vedere il film. E questo solo a Ustica, e non è neanche tutto. Quindi espressione libera sì, ma anche onestà intellettuale.

        Ah, “Buongiorno Ustica!”

      2. Rispettiamo la sua opinione, compresa l’accusa di fare del “basso giornalismo”, alla quale diamo volentieri spazio, pur rimanendo convinti di quello che abbiamo scritto in questo articolo, il cui testo esaurisce, per quanto ci riguarda, l’argomento. Saluti, RR.

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