L’EDITORIALE. I malumori sotterranei per un commercio in ginocchio. Settembre il mese della resa dei conti?

(Roberto Rizzuto) Al di là dei numeri snocciolati alcune settimane fa dal sindaco Attilio Licciardi sulla base dei dati forniti dalla Delegazione di Spiaggia, che segnerebbero un incremento degli arrivi sull’isola rispetto alle passate due stagioni; al di là della foto di una piazza affollata in occasione di un singolo evento di intrattenimento usata come coperta – purtroppo estremamente corta – per nascondere i vuoti che la stessa piazza ha tristemente fatto registrare durante tutta l’estate, c’è una verità, al momento sotterranea, con cui l’Amministrazione comunale dovrà fare i conti: il commercio usticese è oggi in ginocchio; se lo dicono tra loro gli stessi commercianti. Un malumore sotterraneo, il loro, per il momento tenuto a bada dal fatto che mancano ancora un paio di settimane alla conclusione della stagione, e ognuno di essi, com’è giusto che sia, è intento a tirar acqua al proprio mulino e a sfruttare al massimo ogni opportunità di lavoro che rimane in questo scorcio finale d’estate.

Settembre, come sempre, sarà mese di bilanci, e allora si vedrà se questo malcontento diffuso tra i commercianti usticesi per il cattivo andazzo dei loro affari si tramuterà in qualcosa di concreto. Non è semplice, ce ne rendiamo conto, specie in una realtà così piccola a livello geografico e con rapporti di parentela, amicizia e conoscenza a volte assai intricati quale Ustica è, venire allo scoperto e denunciare pubblicamente di avere un’attività commerciale in difficoltà, o peggio ancora di essere sul punto di dover chiudere. Umori di questo genere vengono raccolti quotidianamente dalla nostra redazione e dai nostri collaboratori, ma al momento tutti sono – comprensibilmente – concentrati su come chiudere al meglio questa stagione 2016.

Forse un’azione collettiva, magari un documento da sottoscrivere con più firme da parte di quei commercianti oggi in difficoltà e da sottoporre all’attenzione degli amministratori, locali e non, sarebbe un buon viatico per fare uscire dall’ombra quanti – sbagliando – vedono come un’onta personale il fatto di vivere una fase delicata e di estrema difficoltà, e che per una questione di pudore tengono per sé e per pochi altri confidenti le loro preoccupazioni. Venire allo scoperto, magari collettivamente, obbligherebbe gli amministratori locali a prendere coscienza del fatto che esiste una crisi che attanaglia il commercio usticese e ad attuare tutte quelle misure utili a scongiurare effetti nefasti. Senza una presa di coscienza del genere, quest’Amministrazione si sentirà sempre in diritto di poter affermare che a Ustica tutto va benissimo, sulla base di una foto di una piazza occasionalmente piena ben propagandata su Facebook. La verità è ben diversa, purtroppo, ed è giunto il momento che questi signori ne prendano atto.

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