USTICA. La Giunta Licciardi e il “dimenticatoio” traboccante di slogan propagandistici: che fine ha fatto il Paes?

(Roberto Rizzuto) Che fine ha fatto, a Ustica, il Paes, altrimenti noto come “Piano di azione per l’energia sostenibile”?

Annunciato con squilli di tromba dal sindaco Attilio Licciardi tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, è praticamente caduto nell’oblio da circa un anno e mezzo, precisamente dal 25 marzo 2015, quando lo stesso Licciardi, a mezzo Facebook, comunicava la riattivazione – nell’ottica, appunto, dell’attuazione del Paes – dell’impianto fotovoltaico del parcheggio di Tramontana, peraltro resa possibile soltanto grazie al finanziamento da parte di privati, per un importo complessivo della sponsorizzazione pari a quarantamila euro.

Da allora, almeno a livello pubblico, non risultano uscite, da parte del sindaco, né della maggioranza che lo approvò in Consiglio comunale, circa lo stato di attuazione di questo ambizioso progetto.

Il Paes era stato approvato dal Consiglio comunale il 28 gennaio 2015, seduta nella quale si registrò l’assenza in blocco di tutti i membri del gruppo di minoranza, oltre che delle consigliere Lupo e Vena.

Il piano mira a superare gli obiettivi europei, fissati dal Patto dei sindaci, del 20 per cento di riduzione di Co2 (anidride carbonica) entro il 2020. Il progetto, in particolare, punta sulla sostituzione del vecchio sistema di dissalazione a distillazione con uno a osmosi inversa, che consentirebbe una riduzione dei due terzi dei consumi energetici. Percentuale che sarebbe destinata ulteriormente a ridursi di un altro 50 per cento se si ibridizzasse, con il fotovoltaico, l’attuale sistema a diesel di generazione elettrica.

Nel piano sono previsti interventi sui vari fronti dell’efficientamento, come la riqualificazione degli edifici, l’illuminazione a led, l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici, l’introduzione di veicoli ibridi e stazioni di ricarica di biciclette e auto elettriche, giusto per fare alcuni esempi.

Obiettivi ambiziosi e, certamente, condivisibili, che, nel gennaio 2015, spingevano il sindaco Licciardi ad affermare che, “con questo impegno sulla sostenibilità, Ustica spera così di associare il proprio nome non solo al disastro del 1980, ma anche alle sue bellezze e valori naturalistico-ambientali, rilanciando l’economia del turismo”.

Al fine di raggiungere questi obiettivi – ne dava notizia sempre il sindaco Licciardi già nel novembre 2014 – “il Comune di Ustica ha ricevuto dalla Regione siciliana un finanziamento per predisporre il Paes comunale, che è il documento base che raccoglie tutte le informazioni riguardanti la produzione ed il consumo di energia sull’isola, e indica le azioni e i progetti da realizzare per ottenere risparmio energetico, efficientamento delle reti e della pubblica illuminazione, uso delle energie alternative, sia da parte del settore pubblico che dei privati, e tutte le altre iniziative finalizzate alla sostenibilità ambientale dal punto di vista energetico”. Allora – novembre 2014 – Licciardi comunicava, inoltre, che era stato pubblicato dal Comune un avviso pubblico per l’individuazione del professionista cui affidare lo svolgimento di questo imponente lavoro di progettazione.

Dopo quel “furore” iniziale, tuttavia, a Ustica, del Paes si è sentito parlare sempre di meno, fino a quando non è finito del tutto nel proverbiale “dimenticatoio”, peraltro ormai traboccante di numerosi altri annunci propagandistici, strombazzati dall’Amministrazione Licciardi, ma non seguiti dai fatti.

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