USTICA. Un nuovo intoppo sulla via dei lavori milionari alla scuola media: inizia lo scaricabarile

(Frances Barraco) Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, svoltasi il 2 settembre scorso, a tenere banco è stato il tema riguardante i lavori di messa in sicurezza della scuola media di Ustica, oggetto di un finanziamento plurimilionario (4.330.000 euro), accordato dal governo Renzi nel 2014, ad oggi, tuttavia, fermi.

Un passo indietro, per meglio inquadrare la vicenda, è d’obbligo. In relazione a questi lavori, un team di ingegneri incaricati dal Comune già ai tempi dell’Amministrazione Messina aveva abbozzato un progetto che prevedeva una somma di circa 700mila euro per la sua realizzazione.

Sulla base di una delibera del Cipe del 30 giugno 2014 con cui erano stati stanziati, a livello nazionale, 400 milioni di euro per la messa in sicurezza, manutenzione, ristrutturazione degli edifici scolastici italiani, quel progetto originario – rivisitato ed approfondito – è stato presentato al ministero per ottenere il finanziamento necessario alla sua realizzazione.

Successivamente, con grande soddisfazione dell’Amministrazione Licciardi, il progetto veniva ammesso a finanziamento, per l’incredibile somma di 4.330.000 euro, vale a dire il contributo di maggiore entità tra i Comuni siciliani, e tra i più corposi tra quelli accordati su scala nazionale.

Erano previsti diciassette mesi per la sua realizzazione, così, a tempo debito, sono iniziati i lavori, che sono proseguiti sino al primo step relativo ai pagamenti di avanzamento lavori. I soldi dal ministero non erano ancora arrivati, così la ditta appaltatrice si è fermata sino a quando, arrivato finalmente il finanziamento, con notevole ritardo, tutto è ripreso, ma, proprio alla ripresa dei lavori è stato fatto un nuovo carotaggio.

Si è arrivati, così, alla fine dello scorso luglio, quando i lavori hanno avuto un altro stop. Si era pensato che questo nuovo fermo fosse dovuto al fatto che nel mese di agosto non è consentito eseguire lavori di edilizia. Ma, proprio nell’ultimo Consiglio comunale, si è venuti a conoscenza del fatto che il 3 agosto era arrivata una relazione a firma del direttore dei lavori, nella quale si evidenziavano tutta una serie di criticità relative alla realizzazione degli stessi, criticità per le quali veniva richiesta una perizia di variante dell’importo di 650mila euro.

Notizia sconvolgente, che apre uno scenario disastroso per l’isola e per la sua scuola. Tante sono le domande che sorgono in merito, quella principale: come si farà a chiedere al ministero altri 650mila euro? Su quali basi si chiederà questa integrazione?

A questo proposito, in sede di Consiglio, è stata data la parola al geometra Caserta, nella qualità di Rup dell’opera e di capo dell’Ufficio tecnico facente funzioni. Caserta ha significato che, in corso d’opera, una volta portate a nudo le parti della struttura, si erano trovate delle carenze, dovute, a suo dire, ad una poco attenta vigilanza dell’Ufficio tecnico del tempo, e parliamo di circa 35-40 anni fa.

Il sindaco Licciardi ha indicato anche un problema relativo al costo dello smaltimento degli sfabbricidi e, anche lui, con molta enfasi, ha fatto risalire l’origine del problema alla carente attenzione da parte del capo dell’Ufficio tecnico del tempo, alla realizzazione dei lavori originari. Licciardi ha parlato di “scandalo”, addebitando la situazione odierna a chi, ai tempi della costruzione del plesso scolastico, avrebbe dovuto vigilare e non lo avrebbe fatto.

Chi scrive, ed era presente alla seduta consiliare, pur non avendo le competenze tecniche per entrare nel merito, si pone anche altre domande. Un progetto così corposo da meritare un finanziamento di oltre quattro milioni di euro, non aveva, nella sua stesura, tutti gli elementi necessari? Com’è possibile che vengano richiesti carotaggi in corso d’opera? Com’è possibile che ci si accorga di carenze strutturali solo dopo aver messo a nudo le parti della struttura? Com’è possibile che sia stata sottovalutata l’incidenza dei costi per lo smaltimento degli sfabbricidi?

Come mai, alla domanda posta dal consigliere di minoranza D’Arca, con la quale chiedeva se nel progetto fosse previsto l’adeguamento sismico, Caserta ha risposto in modo positivo, mentre due diverse fonti, entrambe autorevoli, da noi contattate, affermano il contrario?

E non solo, visto che era presente alla seduta consiliare il titolare della ditta appaltatrice cui è stato concesso di parlare in un momento di interruzione del Consiglio, per quale motivo quando questa persona ha avuto la facoltà di parola, sia Caserta (Rup dell’opera) che il sindaco hanno abbandonato l’aula lasciandolo senza interlocutori?

Alla luce di quanto ascoltato in quest’ultima seduta del Consiglio, l’impressione che se ne trae è che ci sia qualcosa che non funziona in tutta questa faccenda e nel modo in cui è stata esposta. Resta, però, il fatto che in questo momento i lavori per la sistemazione del plesso scolastico sono di nuovo fermi, e non si ha modo di sapere se e quando riprenderanno.

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