USTICA. Scuola media, la risposta di Compagno: “Licciardi scarica sugli altri le responsabilità del suo fallimento amministrativo”

Salvatore Compagno, ex responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Ustica, oggi in pensione, non ci sta a fare da capro espiatorio nella vicenda – recentemente venuta fuori in Consiglio comunale e da noi riportata su queste pagine – relativa allo stato della scuola media dell’isola. Il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi, nell’affermare che la suddetta scuola sia stata costruita “in modo assai anomalo” e che il muro di contenimento sia “privo di fondazioni”, ha espressamente chiamato in causa gli amministratori dell’epoca – stiamo parlando dei primi anni ’80 – per non avere, a suo dire, vigilato a sufficienza sui lavori attraverso i quali la scuola venne eretta. Di seguito riportiamo quanto Compagno – che all’epoca dei fatti contestati era in servizio all’Ufficio tecnico – ci ha fatto pervenire, con richiesta di pubblicazione. La redazione di Buongiorno Ustica rimane a disposizione di quanti, secondo il diritto sancito dalla legge, volessero replicare alle seguenti dichiarazioni.

***

(Salvatore Compagno) Ancora una volta il Licciardi, per non smentirsi, cerca, con inusitata cattiveria e odio di nascondere le sue gravi responsabilità per il totale fallimento della sua azione amministrativa che ha portato il territorio isolano ad uno stato di totale abbandono, scaricandole su altri, sviando cosi l’attenzione dell’opinione pubblica ingigantendo, con la complicità dei sui sostenitori, che mettono in scena anche una pantomima, un problema che egli definisce “scandalo”: a lavori iniziati si scopre che il muro dell’indiana che circonda il piano seminterrato del plesso della scuola media, realizzata per isolare dall’umidità il suddetto piano seminterrato, è privo di fondazione (struttura questa del tutto isolata dall’edificio e che poggia su un banco di roccia tufacea e che non ha nulla a che fare con la stabilità del plesso scolastico), notizia questa che sconvolge e fa inorridire qualche consigliere al pensiero del pericolo corso per più di trent’anni dai ragazzi (sic!).

Di chi è la colpa di questo grave scandalo? Evidentemente di Salvatore Compagno che, a suo tempo, non ha vigilato. Il Licciardi e i suoi accoliti dimenticano che esisteva un direttore dei lavori, un ingegnere capo e infine un collaudatore. L’Ufficio tecnico comunale non aveva alcun compito. Ma a loro fa comodo dire il contrario.

Al Licciardi serve creare confusione per non fare emergere le gravi responsabilità che gravano su di lui e i suoi uffici; innanzitutto dovrebbe spiegarci come mai un progetto che inizialmente prevedeva una spesa di 700mila euro per incanto balza alla faraonica cifra di 4.330.000 euro (otto miliardi e seicentosessantamilioni delle vecchie lire).

Ci spieghi perché è stato dato incarico di redigere un progetto di risanamento conservativo anziché un progettio di adeguamento antisismico, come sarebbe stato naturale, per una struttura realizzata circa quaranta anni addietro con la normativa allora vigente e, quindi, alla luce delle normative attuali avrebbe avuto certamente bisogno di adeguamenti.

Perché è stato accettato e appaltato un progetto definito esecutivo carente di indagini e accertamenti, per come attestato dallo stesso progettista e direttore dei lavori, il quale tra l’altro afferma che non è stato possibile effettuare le prove di laboratorio per mancanza di fondi? Queste carenze nella redazione del progetto hanno determinato l’esigenza di una revisione progettuale in corso d’opera che ha comportato un aggravio di spesa di 655.153,30 euro, con un aumento, quindi, del 18,534 per cento rispetto all’importo del progetto originario. Le perizie di variante e suppletive in corso d’opera – prescrive tassativamente l’art. 106 del D.L. del 15 aprile 2016, che ha sostituito l’art. 132 del D.L. 163/2006 – sono esclusivamente ammesse per sopravvenute cause impreviste e imprevedibili.

Falsamente, in Consiglio comunale è stato affermato che il progetto prevede l’adeguamento antisismico dell’edificio e che è stato possibile accertare la mancanza di fondazione nel muro dell’indiana soltanto dopo la messa a nudo delle strutture. Ciò non risponde al vero, in nessun elaborato progettuale si parla di adeguamento sismico. L’indiana aveva delle porte di accesso che fungevano, grazie a delle scale in ferro, da uscite di emergenza. Bastava varcare una di queste porte e con l’ausilio di un semplice piccone o scalpello e mazzuolo sarebbe stato possibile accertare l’esistenza o meno delle opere di fondazione.

Dalla lettura della relazione della direzione lavori si riscontra che la maggior parte della spesa prevista dalla variante, pari a 322.672,83 euro su 655.153,30 euro, è destinata alla rimozione e alle demolizioni: anche queste erano imprevedibili? Anche questo mastodontico maggiore importo è da imputare a Compagno?

Ci si spieghi quali accertamenti sono stati effettuati con la trivella che si è impiegata per più giorni nell’area del cantiere. L’indiana è all’esterno dell’edificio e sarebbe bastato un modesto sondaggio per accertare l’eventuale mancanza di fondazione nel muro di confine dell’indiana.

Ci si trova di fronte ad errori progettuali ed a omissioni che, nella migliore dell’ipotesi penalizzeranno i tempi di esecuzione dei lavori, ma si ha serio timore che per gli errori commessi non si riuscirà ad ottenere il finanziamento integrativo, in quanto, come si è già detto, non trattasi di circostanze impreviste o imprevedibili, come il sopravvenire di nuove disposizioni legislative o regolamentari o di difetti del tutto occulti dei quali non si aveva possibilità alcuna di prevederli, e quindi si teme che l’opera non possa essere completata.

Sono carenze conseguenti a una frettolosa redazione del progetto definito esecutivo, ma che esecutivo non è, che si sarebbero potute evitare con un maggiore approfondimento delle indagini, indispensabili nella redazione di un progetto di tale importanza.

Il Licciardi, anziché coninuare a fare emergere il suo odio nei miei confronti, pensi un po’ a dare soluzione a tutti i problemi che attanagliano l’isola.

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