USTICA. Accuse incrociate e omissioni: l’appalto plurimilionario per la scuola media finisce nell’occhio del ciclone

(Roberto Rizzuto) C’è un caso che arriva da una piccola e remota isola italiana, emblematico di un certo modo non proprio lineare – tipicamente nostrano – di gestire la Cosa pubblica in questo nostro Paese.

L’isola in questione è Ustica, una striscia di terra grande appena otto chilometri quadrati, situata a un paio d’ore di navigazione da Palermo, dove, a tenere banco, da una settimana circa, è la vicenda relativa alla sospensione dei lavori di messa in sicurezza della locale scuola media; lavori, che, malgrado l’erogazione di un finanziamento statale plurimilionario, sono ad oggi fermi e lontani dall’essere completati, quando, da calendario, sarebbero dovuti protrarsi per diciassette mesi e terminare nel luglio di quest’anno.

In relazione ai suddetti lavori, un team di ingegneri incaricati dal Comune già ai tempi dell’Amministrazione di Aldo Messina, in carica fino ai primi di giugno del 2013, aveva abbozzato un progetto che prevedeva una somma di circa 700 mila euro per la sua realizzazione.

Sulla base di una delibera del Cipe del 30 giugno 2014 con cui erano stati stanziati, a livello nazionale, 400 milioni di euro per la messa in sicurezza, manutenzione, ristrutturazione degli edifici scolastici italiani, quel progetto originario – rivisitato ed approfondito – è stato presentato al ministero per ottenere il finanziamento necessario alla sua realizzazione. Successivamente, con grande soddisfazione dell’Amministrazione di Attilio Licciardi, nel frattempo sostituitasi a quella Messina, il progetto veniva ammesso a finanziamento, per l’incredibile somma di 4.330.000 euro, vale a dire il contributo di maggiore entità tra i Comuni siciliani, e tra i più corposi tra quelli accordati su scala nazionale.

Ad aggiudicarsi la gara, così come si evince dal relativo verbale, è stata la ditta Spallina Lucio Srl, con sede a Gangi (Palermo), con un ribasso del 36,6974 per cento, per l’importo di 2.676.949,39 euro, Iva esclusa.

Un primo intoppo, nella realizzazione dei lavori, si è registrato quando, il mancato arrivo dei finanziamenti ha indotto la ditta appaltatrice a fermarsi, sino a quando, giunte finalmente le risorse, con notevole ritardo, tutto è ripreso; proprio alla ripresa dei lavori, tuttavia, è stato fatto un nuovo carotaggio.

Si è, così, arrivati alla fine dello scorso luglio, quando i lavori hanno avuto un altro stop. Si era pensato che questo nuovo fermo fosse dovuto al fatto che nel mese di agosto non sia consentito eseguire lavori di edilizia. Ma, in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale, tenutasi il 2 settembre scorso, si è venuti a conoscenza del fatto che, il 3 agosto, era arrivata una relazione a firma del direttore dei lavori, Giancarlo Campagna, nella quale si evidenziavano tutta una serie di criticità relative alla realizzazione degli stessi; criticità per le quali veniva richiesta una perizia di variante dell’importo di 650 mila euro.

La relazione, tra le altre cose, menziona il fatto che, nel corso delle indagini, sono emerse alcune problematiche, tra cui quella relativa al muro di contenimento del terrapieno, lungo tutto il perimetro del fabbricato, dove, si legge, “non è presente alcuna fondazione, mentre – continua la relazione – per circa la metà dello sviluppo del muro, oltre alla mancanza di fondazioni, non è stata riscontrata alcuna armatura metallica”.

In sede di Consiglio, è stata data la parola al geometra Giancarlo Caserta, nella qualità di Rup dell’opera e di facente funzioni di capo dell’Ufficio tecnico. Caserta ha significato che, in corso d’opera, una volta portate a nudo le parti della struttura, si erano trovate delle carenze, dovute, a suo dire, ad una poco attenta vigilanza dell’Ufficio tecnico del tempo (la scuola venne eretta nei primi anni Ottanta). Il sindaco Licciardi – sempre nella medesima sede – ha indicato anche un problema relativo al costo dello smaltimento degli sfabbricidi e, anche lui, con molta enfasi, ha fatto risalire l’origine del problema alla carente attenzione da parte del capo dell’Ufficio tecnico del tempo, alla realizzazione dei lavori originari. Licciardi, in quella circostanza, ha parlato di “scandalo”, addebitando la situazione odierna a chi, ai tempi della costruzione del plesso scolastico, avrebbe dovuto vigilare e non lo avrebbe fatto. Di questa precisa attribuzione di responsabilità, tuttavia, non c’è traccia nel verbale della seduta del Consiglio, pubblicato nei giorni a seguire sull’albo pretorio comunale on line.

Il medesimo verbale glissa, inoltre, sull’aspetto dell’adeguamento della struttura alle norme antisismiche. Alla domanda posta, a riguardo, dal consigliere di minoranza D’Arca, con la quale chiedeva se nel progetto fosse previsto, appunto, l’adeguamento sismico, Caserta – racconta chi era presente alla seduta – avrebbe risposto in modo positivo, salvo poi essere smentito, su questo aspetto, da fonti qualificate. Questo passaggio viene goffamente by-passato nel verbale della seduta, in cui si menziona la domanda specifica posta da D’Arca sull’adeguamento alle norme antisismiche, ma non la risposta, che, chi era in aula, assicura di aver sentito.

Tali grossolane manipolazioni e omissioni hanno indotto il gruppo consiliare di minoranza “L’Isola” a richiedere formalmente l’integrazione del verbale, al fine di riportare in esso tutti i passaggi del dibattito svoltosi in aula. Su quelle accuse – che chi era presente in aula ha udito – rivolte all’Ufficio tecnico dell’epoca della costruzione della scuola, è quindi intervenuto Salvatore Compagno, che in quello stesso ufficio, all’epoca dell’edificazione del plesso scolastico, prestava servizio.

“Licciardi e i suoi accoliti – cita un passaggio della lettera aperta scritta da Compagno nei giorni scorsi e pubblicata su questo giornale – dimenticano che esisteva un direttore dei lavori, un ingegnere capo e infine un collaudatore. L’Ufficio tecnico comunale non aveva alcun compito. Ma a loro fa comodo dire il contrario”. A Licciardi, continua la lettera di Compagno, “serve creare confusione per non fare emergere le gravi responsabilità che gravano su di lui e i suoi uffici; innanzitutto dovrebbe spiegarci come mai un progetto che inizialmente prevedeva una spesa di 700 mila euro, per incanto balza alla faraonica cifra di 4.330.000 euro; ci spieghi perché è stato dato incarico di redigere un progetto di risanamento conservativo anziché un progetto di adeguamento antisismico, come sarebbe stato naturale, per una struttura realizzata circa quarant’anni addietro con la normativa allora vigente e che, quindi, alla luce delle normative attuali, avrebbe avuto certamente bisogno di adeguamenti”. “Perché è stato accettato e appaltato – scrive ancora Compagno – un progetto definito esecutivo carente di indagini e accertamenti, per come attestato dallo stesso progettista e direttore dei lavori, il quale tra l’altro afferma che non è stato possibile effettuare le prove di laboratorio per mancanza di fondi?”. “Dalla lettura della relazione della direzione lavori – incalza Compagno – si riscontra che la maggior parte della spesa prevista dalla variante, pari a 322.672,83 euro su 655.153,30 euro totali, è destinata alla rimozione e alle demolizioni: anche queste erano imprevedibili? Anche questo mastodontico maggiore importo è da imputare a Compagno?”. E ancora: “Ci si spieghi quali accertamenti sono stati effettuati con la trivella che si è impiegata per più giorni nell’area del cantiere. L’indiana è all’esterno dell’edificio e sarebbe bastato un modesto sondaggio per accertare l’eventuale mancanza di fondazione nel muro di confine dell’indiana”. Per Compagno “ci si trova di fronte ad errori progettuali ed a omissioni che, nella migliore dell’ipotesi, penalizzeranno i tempi di esecuzione dei lavori, ma – scrive – si ha serio timore che per gli errori commessi non si riuscirà ad ottenere il finanziamento integrativo, in quanto, come si è già detto, non trattasi di circostanze impreviste o imprevedibili, come il sopravvenire di nuove disposizioni legislative o regolamentari o di difetti del tutto occulti dei quali non si aveva possibilità alcuna di prevederli, e quindi si teme che l’opera non possa essere completata”.

A queste e a tutte le altre domande legate alla vicenda dei lavori alla scuola media di Ustica si proverà a dare risposta attraverso un’interrogazione parlamentare, nel frattempo presentata dai senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, in merito alla quale si attende un riscontro. Anche a livello locale si proverà a fare luce sulla vicenda attraverso un’apposita commissione consiliare d’indagine, istituita nella seduta del Consiglio del 2 settembre scorso. Ma, proprio in seno al Consiglio comunale, si registra una netta spaccatura tra maggioranza e opposizione, con i consiglieri Felice Caminita, Francesco D’Arca, Carmela Caserta e Patrizia Lupo che hanno formalmente ritirato il sostegno – precedentemente accordato – alle iniziative che il sindaco Licciardi intraprenderà per reperire le somme richieste nella variante di progetto.

In questo clima di incertezza che avvolge la scuola media di Ustica, una cosa sembra essere sicura: di questo istituto e dell’appalto relativo alla sua messa in sicurezza sentiremo parlare ancora a lungo, certamente a livello locale, anche se questa storia ha tutti i crismi per uscire dai suoi confini geografici designati e arrivare, con il suo carico di domande e imbarazzi, molto lontano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...