OPINIONI. Referendum costituzionale: bisogna andare alle urne e votare “No”

(Roberto Rizzuto) Domenica 4 dicembre 2016, gli elettori italiani saranno chiamati a dire la propria sul referendum attraverso cui si procederà a confermare o a respingere le modifiche alla Costituzione previste dalla riforma Renzi-Boschi.

Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto un quorum, ovvero il raggiungimento di un numero minimo di votanti affinché il referendum stesso venga considerato valido. La riforma Renzi-Boschi sarà legge se, alla chiamata alle urne del 4 dicembre, i voti favorevoli supereranno quelli contrari.

L’appuntamento elettorale del 4 dicembre assume un valore estremamente importante, in quanto i cambiamenti apportati dalla suddetta riforma incidono sulla fonte del diritto fondamentale dello Stato (Fons Fontium), appunto la nostra carta cosituzionale.

Una riforma che non supera il bicameralismo, ma che lo rende soltanto più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni, e tra Camera e nuovo Senato; che non si traduce in una semplificazione, moltiplicando fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementando la confusione; che non diminuisce in modo significativo i costi della politica: i costi del Senato, infatti, verrebbero ridotti soltanto di un quinto, e se il problema fosse rappresentato dai costi basterebbe dimezzare i deputati della Camera; una riforma che non innova, ma che anzi conserva e rafforza il potere centrale, a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari; che triplica da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per i disegni di legge di iniziativa popolare; che, particolare non da meno, è scritta in modo da non essere compresa; che non è legittima, in quanto è stata prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale; che non è frutto della volontà autonoma del Parlamento, perché è stata scritta sotto dettatura del governo; che non garantisce la sovranità popolare, perché, insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata, espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri; una riforma che non garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali, perché mette gli organi di garanzia (presidente della Repubblica e Corte costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio.

C’è, dunque, un elenco di buone ragioni, tutte urgenti, per recarsi alle urne, domenica 4 dicembre, e affermare un “No” deciso rispetto a questa riforma costituzionale, che non abbatte i costi, non migliora la qualità dell’iter legislativo, ma che piuttosto scippa la sovranità dalle mani del popolo.

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One thought on “OPINIONI. Referendum costituzionale: bisogna andare alle urne e votare “No”

  1. A prescindere dal merito ( complicato pure per gli addetti ai lavori) la costituzione DEVE essere una norma fondamentale scritta nell’accordo di tutti, deve unire, non dividere, deve essere meditata e chiara, non redatta in fretta e furia e di difficile lettura. Non deve essere “contro” ma “per”. Non ci può essere dubbio alcuno. IO VOTO NO.

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