USTICA. Comune, squilibrio finanziario misto a inerzia: per il revisore unico si potrebbe arrivare alla rimozione degli amministratori locali

(Roberto Rizzuto) Una nuova, esplosiva lettera a firma del revisore unico del Comune di Ustica, Vincenzo Bruno, inviata oggi, 3 novembre, al commissario ad acta Lauro, e per conoscenza al segretario generale, ai consiglieri comunali e al sindaco dell’isola, denuncia, ancora una volta, la desolante condizione di precarietà e inerzia in cui versa il Comune isolano.

Inerzia, che, per Bruno – si legge in quest’ultima missiva di oggi – “causa e potrà causare ulteriori gravi danni all’ente stesso, per cui si potrebbe rendere applicabile l’articolo 141 e seguenti del decreto legislativo 267/2000”, che, per inciso, disciplinano la rimozione degli amministratori locali.

In questa lettera inviata oggi, Bruno spiega che, nell’ambito della formulazione del bilancio di previsione 2016, occorre dare copertura alla somma di “21.750,04 euro, quale debito fuori bilancio, a cui occorre aggiungere anche la minore previsione di spesa a valere sull’imposta sul valore aggiunto pari a 20.510,48 euro sul decreto ingiuntivo di D’Anna e Bonaccorsi srl”.

Inoltre, si legge nella medesima nota, in relazione al decreto ingiuntivo Ig group srl, “occorre procedere a un ulteriore vincolo sul risultato di amministrazione di 293.673,88 euro, quale erronea eliminazione del residuo passivo già impegnato sul capitolo 3269.0”.

“In ultimo – precisa Bruno – si sottolinea il mancato adempimento al monitoraggio opere pubbliche previsto dal decreto legislativo 229/2011, comunicato dal ministero dell’Economia e Finanza, con Pec del 21 ottobre 2016 e protocollato in data 26 ottobre 2016, con ben cinque giorni di ritardo, e trasmesso al sottoscritto in data 2 novembre 2016”.

Bruno conclude, quindi, la sua nota, evidenziando come queste ulteriori somme aggiuntive abbiano già determinato una situazione di squilibrio finanziario, per il quale, con nota del 20 settembre scorso, lo stesso revisore unico aveva richiesto una verifica degli equilibri di bilancio, ad oggi, denuncia Bruno, rimasta inevasa.

Per Bruno, l’inerzia dell’organo amministrativo dell’ente causa e potrà causare ulteriori gravi danni all’ente stesso, “per cui – come scritto sopra – si potrebbe rendere applicabile l’articolo 141 e seguenti del decreto legislativo 267/2000” (utilizzato nei casi di rimozione degli amministratori locali, ndr).

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