USTICA. Lo scioglimento del Consiglio e la cessazione di Giunta e sindaco non è un’ipotesi campata in aria: ecco perché

(Frances Barraco) Mentre Vincenzo Bruno, revisore unico del Comune di Ustica, è sempre più preoccupato e i suoi richiami sono sempre più palesi, sino a paventare lo scioglimento del Consiglio e la rimozione degli amministratori (articolo 141 e seguenti del decreto legislativo 267/2000) qualora l’organo amministrativo dovesse continuare a manifestare inerzia, il commissario ad acta – nominato con decreto assessoriale lo scorso 16 giugno e con incarico di novanta giorni dal momento della notifica del decreto – non si è ancora insediato.

In questo scenario, che si va facendo via via sempre più inquietante, mentre l’assessore comunale Salerno, ad una nostra domanda sullo stato di avanzamento della stesura del bilancio, risponde dicendo che ogni volta che si fa Giunta si delibera su parti del bilancio a poco a poco, mentre il revisore unico si dispera e scrive, mentre il commissario ad acta non ha ancora dato inizio al suo servizio, che si sarebbe dovuto concludere entro settembre, va ricordato che l’articolo 5, comma primo della legge regionale 11 agosto 2016, numero 17, recante “Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del Consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali”, se applicato, insieme al Consiglio comunale, vedrebbe anche la cessazione della Giunta e del sindaco.

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