L’EDITORIALE. Licciardi, il sindaco che non deve chiedere mai (scusa)

(Roberto Rizzuto) È trascorso circa un mese da quando Filippo Serio, giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Palermo, su richiesta del sostituto procuratore Claudia Ferrari, ha ordinato l’archiviazione del procedimento penale a carico di Pietro Bertucci, responsabile del blog Ustica Sape, evidenziando l’infondatezza del reato di procurato allarme, paventato dal denunciante, ovvero il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi.

Il procedimento a carico di Bertucci, lo ricordiamo, era scaturito da un articolo, pubblicato su Ustica Sape nel gennaio 2015, nel quale si lamentava una cattiva gestione pubblica del depuratore comunale; articolo, corredato di fotografia, che riportava la segnalazione di un lettore, il quale riferiva che il depuratore scaricava a mare “rilasciando un nauseabondo lezzo ed un pasto appetibile a molto gabbiani”.

A seguito della pubblicazione di quell’articolo, il sindaco di Ustica Licciardi aveva, appunto, sporto una denuncia-querela, paventando il reato di procurato allarme. Accusa giudicata totalmente infondata, tanto dal pubblico ministero quanto dal giudice per le indagini preliminari, che, il mese scorso, hanno disposto l’archiviazione del procedimento.

Il nostro quotidiano online dava notizia dell’archiviazione il 25 ottobre scorso. Era legittimo, da allora, attendersi pubbliche scuse da parte di Licciardi – che aveva reso pubblica la vicenda al momento della presentazione della denuncia-querela – per aver inultilmente trascinato in tribunale il blogger Bertucci; ma da allora, Licciardi, seppur molto attivo sui social e sempre attento a tenere informati i propri concittadini, tace sulla questione.

Il 6 novembre scorso, sulle pagine dell’house organ democratica in salsa usticese – ovvero il gruppo Facebook Ustica Democratica – Licciardi annunciava la pubblicazione di una lettera aperta a Bertucci, del quale per altro è cugino; annuncio finora non seguito dai fatti, nel miglior stile del sindaco Licciardi.

A quasi un mese dall’archiviazione del procedimento a carico del blogger, tanto Bertucci, quanto, più in generale, coloro che credono nel lavoro della stampa locale, continuano ad aspettare pubbliche scuse da parte di Licciardi.

Troverà, il sindaco, il tempo, ma soprattutto l’umiltà, di dire “ho sbagliato e me ne scuso.”?

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