OPINIONI. Referendum, ecco perché voterò “Sì”

(Frances Barraco) Questo l’appello, lanciato una manciata di giorni fa, da Valeria Ajovalasit, Caterina Greco, Simona Mafai, Valeria Militello, Adriana Palmeri e Francesca Traina.

“I referendum sono un esercizio di sovranità democratica: per questo il 4 dicembre andremo a votare, per contribuire a decidere le regole che tengono insieme la nostra comunità. Noi donne italiane che in tutti questi anni siamo cambiate profondamente e abbiamo contribuito a rafforzare i diritti e le libertà delle donne (e quindi di tutta la società), vogliamo essere protagoniste della battaglia di rinnovamento democratico e civile in corso, che oggi si esprime con la proposta di riforma costituzionale. Ad essa ci proponiamo di dare un convinto Sì. Con il superamento delle due Camere viene semplificato il processo decisionale rendendolo più efficace e trasparente. Noi donne (e tutti i cittadini) abbiamo bisogno di istituzioni stabili e di una politica che funzioni, discuta e poi decida, in modo limpido e rapido, dando uno stop alle lobbies, ai vecchi potentati, alla corruzione che hanno caratterizzato in tutti questi anni il processo decisionale in Italia. Per la prima volta viene introdotto in Costituzione il principio di riequilibrio della rappresentanza tra uomini e donne, stabilendo che tale principio debba essere rispettato anche a livello regionale. Si mette ordine al caos che ha regnato in tutti questi anni nei rapporti tra Stato e Regioni; si prospetta una revisione, da realizzarsi in accordo con lo Stato, degli Statuti speciali delle Regioni che ne sono titolari; si pone un freno a particolarismi e interessi corporativi locali che hanno pesato negativamente sulla vita di milioni di donne e uomini. La nuova riforma costituzionale assegna allo Stato funzioni e decisioni che consentiranno un’applicazione omogenea sul territorio nazionale di leggi importanti, come la legge 194 (tutela della maternità e interruzione della gravidanza), o il piano contro la violenza. Inoltre con la riforma cambieranno anche le regole sui referendum, attraverso l’introduzione dell’obbligo costituzionale di discutere in Parlamento i referendum propositivi, e l’abbassamento del quorum per i referendum abrogativi. Si rafforza così il principio di democrazia diretta, a noi donne molto caro.
Per queste ragioni il 4 dicembre votiamo Sì”.

Una decina di giorni fa, ho firmato questo appello, nel quale mi riconosco e in cui, tra le oltre duecento firme, mi piace ricordare quelle di Dacia Maraini,della scrittrice Evelina Santangelo e di Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa, della concertista Elena Zaniboni.

Ho impiegato molto tempo a decidere, ho voluto, prima, leggere ed ascoltare. Mi sono sforzata di ignorare tutte le schermaglie politiche, anche se ormai sono diventate talmente assordanti da dare la nausea. Ho cercato di entrare nel merito ed ho capito che si deve cambiare.

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