USTICA. Depuratore, le nuove foto della vergogna nell’anno del trentennale della riserva marina

(rr) “Ho atteso a lungo le scuse dal sindaco, ma non sono arrivate, quindi non posso tacere”. Comincia così la lettera aperta a firma di Pietro Bertucci, responsabile del blog Usticasape, indirizzata al sindaco di Ustica, Attilio Licciardi.

La vicenda in seno alla quale inquadrare la missiva è quella del procedimento penale a carico dello stesso Bertucci, recentemente conclusosi con l’archiviazione della posizione dell’indagato disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, Filippo Serio, su richiesta del sostituto procuratore Claudia Ferrari.

Tutto era nato da un articolo, pubblicato da Bertucci su Usticasape nel gennaio 2015, nel quale si lamentava una cattiva gestione pubblica del depuratore comunale; articolo, corredato di fotografia, che riportava la segnalazione di un lettore, il quale riferiva che il depuratore scaricava a mare “rilasciando un nauseabondo lezzo ed un pasto appetibile a molto gabbiani”.

A seguito della pubblicazione di quell’articolo, il sindaco Licciardi aveva sporto una denuncia-querela contro Bertucci, paventando il reato di procurato allarme. Ipotesi d’accusa, questa, caduta, appunto, nel nulla, già in sede di indagini preliminari.

A seguito dell’archiviazione, dalla quale è ormai trascorso oltre un mese, il denunciante, ovvero il sindaco Licciardi, non ha ancora sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente con Bertucci, al quale per altro è legato da un rapporto di parentela; eppure, pubblicamente, lo stesso Licciardi, aveva a suo tempo comunicato il fatto di aver sporto la denuncia-querela all’indirizzo del blogger.

“Mai avrei reso pubbliche alcune prove-verità sul collassato ed inquinante stato del nostro depuratore, se, dopo la sentenza di archiviazione del procedimento penale a mio carico, il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi, avesse avuto un pizzico di umiltà, per chiedere pubblicamente scusa, come pubblicamente mi aveva accusato, dicendo: “Ho sbagliato, mi dispiace” – scrive oggi Bertucci – Ricordo, a chi legge per la prima volta, che il sindaco aveva sporto una denuncia-querela nei miei confronti, per aver diffuso, secondo lui, una notizia falsa sullo sversamento in mare di liquami non depurati, paventando il reato di procurato allarme”.

“Devo constatare – continua Bertucci – che l’umiltà non alberga nel Dna del sindaco di Ustica, la stessa umiltà che gli ha impedito di riparare al disagio che, per molti mesi, ha procurato alla famiglia di suo cugino. Pertanto mi vedo costretto, mio malgrado, a pubblicare un paio di foto del “funzionamento” di quel depuratore che, secondo il sindaco, “scaricava a mare liquami a norma”. Il sindaco, tutte le volte che veniva affrontata la problematica del depuratore, reiteratamente mentiva, sapendo di mentire, prendendo in giro i cittadini. Ustica non merita un sindaco in quotidiana difficoltà, costretto a scaricare sulla “disastrosa amministrazione” del predecessore o sull’informazione locale che “bloccherebbe il decollo dell’isola” il peso delle proprie bugie, delle proprie contraddizioni e della propria inefficienza, ma un sindaco capace di amministrare il presente e progettare seriamente per il futuro”.

“Ma cosa c’entra l’informazione locale – incalza Bertucci – quando siamo in presenza di un’amministrazione meno che mediocre, incapace di programmare la gestione della Cosa pubblica, che si comporta come il violinista del Titanic, che per tranquillizzare i passeggeri (leggi cittadini) continuava a suonare mentre la nave (leggi Ustica) affondava? Se un’amministrazione non riesce a risolvere piccoli problemi, come la sostituzione delle bandiere a brandelli all’esterno del Comune, simboli della nostra identità nazionale e dell’appartenenza all’Europa, o portare una degna corona di alloro ai piedi del monumento dei nostri caduti, piuttosto che un salvagente decorato con qualche rametto di alloro, come si può pensare che la stessa possa essere in grado di risolvere problemi più complessi come: una sana depurazione, i trasporti marittimi, la raccolta differenziata e la pulizia dell’isola?”.

A seguire, pubblichiamo tre foto, inserite da Bertucci a corredo della lettera. La prima è quella “incriminata” del gennaio 2015, dalla quale era scaturita la denuncia di Licciardi; le due successive sono datate agosto 2015 e agosto 2016 e documentano un reiterato, evidente, malfunzionamento del depuratore comunale.

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2 pensieri su “USTICA. Depuratore, le nuove foto della vergogna nell’anno del trentennale della riserva marina

  1. Voglio rassicurare la lettrice Giuseppa, il blogger Pietro Bertucci non è solo.
    Prima che la incresciosa vicenda divenisse di dominio pubblico, come consiglieri del gruppo di minoranza andammo dal Sindaco e dall’allora responsabile dell’Ufficio tecnico Ing. Riccio per cercare, insieme, di affrontare e di risolvere il problema.
    Neanche a dirlo ci fu risposto che il problema non esisteva e che il depuratore funzionava regolarmente. Dopo la pubblicazione della foto da parte del responsabile del blog Ustica Sape chiedemmo la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale e depositammo una interrogazione urgente al Sindaco. Nel corso della seduta, da parte della amministrazione, si negò il cattivo funzionamento anche se, l’Ing. Riccio paventò non meglio precisati atti di sabotaggio che aveva già prontamente denunciato alla locale stazione dei carabinieri e rispetto ai quali non poteva fornire ulteriori dettagli. Mi colpì il fatto che mentre pronunciava con enfasi le parole suddette, guardava in modo insistente verso i banchi della minoranza quasi a volere intendere che dietro tutto quello che stava accadendo vi era una regia, un complotto (facile capire ordito da chi), tanto che arrivò a dichiarare che la foto pubblicata era frutto di un fotoshop ovvero di un aggiustamento in senso favorevole a chi voleva evidenziare il fatto.
    Irritati da tale atteggiamento decidemmo di costituirci in giudizio nel procedimento che aveva, peraltro, portato al sequestro del depuratore proprio per il suo cattivo funzionamento.
    L’archiviazione del procedimento penale a carico di Pietro Bertucci, difeso dall’Avv. Mario Bellavista, non può che essere, da noi, salutata con soddisfazione a dimostrazione che anche in questo caso eravamo dalla parte del giusto e che non abbiamo fatto e non faremo passi indietro rispetto alla necessità di vedere affermata la verità. Francesco D’Arca

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