L’EDITORIALE. Volge al termine il settimo anno di pubblicazioni: l’avventura del nostro giornale continuerà nel 2017

(Roberto Rizzuto) Volge al termine, per Buongiorno Ustica, il settimo anno solare di pubblicazioni.

È stato un 2016 particolarmente prolifico per la nostra redazione, in termini di contenuti prodotti: dal primo gennaio di quest’anno abbiamo pubblicato 419 articoli, 21 contenuti multimediali, 21 edizioni della nostra versione quindicinale in formato PDF e, per la prima volta in assoluto, un libro, Ustica, lettere dall’anno 2016, che prende spunto proprio dalle nostre cronache di quest’anno.

Un lavoro, quello appena riassunto in numeri, reso possibile soltanto dalla grande passione che, sin dal 2010, ci anima e ci consente di mantenere attiva questa testata, letta ogni giorno da centinaia di utenti sparsi nel mondo.

La passione, dunque: è questo il motore alla base del nostro lavoro quotidiano, che in tutti questi anni ci ha spinto ad andare avanti, oltre le logiche del profitto, del tornaconto personale, per consegnare alla nostra platea di lettori un giornale indipendente, libero, che rispecchiasse al meglio il nostro modo di intendere la professione giornalistica e di fare informazione.

Buongiorno Ustica, per chi scrive, non ha mai rappresentato una fonte di guadagno a livello economico; da questo punto di vista, la nostra è stata, piuttosto, un’attività a perdere.

Secondo un calcolo approssimativo, stimato comunque al ribasso, il lavoro necessario a mantenere attiva la nostra testata ha richiesto circa 3.450 ore totali; sommando questo ammontare di ore si ottengono 143 giorni (comprensivi della notte), ovvero 4,8 mesi: energie e tempo sacrificati a svantaggio di altre attività, ma senza rimpianto alcuno, per quanto ci riguarda.

Il profitto che, chi scrive, trae da questa incredibile esperienza editoriale, è di natura immateriale, ma non per questo poco soddisfacente: esso sta nelle relazioni umane che intratteniamo, nelle piccole, grandi gratificazioni quotidiane che ci arrivano dai nostri lettori, nelle occasioni di confronto che scaturiscono dalla nostra attività.

Da tutto ciò traiamo la linfa, le motivazioni necessarie ad andare avanti; oltre i calcoli, oltre ciò che la logica suggerirebbe di fare. Così, fino a quando ci sarà un pubblico disposto a seguirci, ci sarà, per noi, una ragione sufficiente per andare avanti. Senza remore.

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