L’EDITORIALE. Comune di Ustica, una nave priva di timoniere in viaggio verso il nulla

(Roberto Rizzuto) Considerato il fatto che gli elettori usticesi torneranno al voto verso la metà del 2018 per rinnovare le cariche amministrative comunali – sindaco e Consiglio –, e che quella chiamata alle urne sarà preceduta dalla fisiologica, inevitabile campagna elettorale, è ragionevole pensare che il 2017 sarà l’ultimo anno a disposizione dell’Amministrazione in carica per provare a lasciare il segno e a porre rimedio alle diverse criticità, vecchie e nuove, che condizionano la qualità della vita della popolazione residente.

Il primo e maggiormente attuale problema riguarda lo stato delle finanze comunali, disastrate oltre ogni ragionevole aspettativa per un comune di poco più di mille anime.

I numeri contenuti nel consutivo 2015, approvato pochi giorni fa in Consiglio, parlano di un un disavanzo di gestione pari a 355.730,81 euro, che sarà ripianato negli esercizi finanziari successivi, non oltre la durata dell’attuale consiliatura, attraverso un aumento dei tributi; parliamo, in sostanza, delle tariffe relative ad acqua, spazzatura, suolo pubblico e tassa sulla pubblicità, che subiranno un aumento che dovrà andare a coprire in toto i costi.

Ma non è tutto. Secondo quanto rilevato dal revisore dei conti, a latere del consuntivo 2015, ci sono elementi di criticità, concretizzatisi nel 2016, che rappresentano veri e propri debiti fuori bilancio, per un ammontare di 599.104,83 euro, che, unitamente al disavanzo di gestione 2015, dovranno trovare integrale copertura nel bilancio di previsione 2016, ancora da predisporre.

Al netto della stringente attualità, c’è poi un’altra criticità ormai strutturale, ovvero quella relativa ai trasporti, che negli anni dell’attuale Amministrazione Licciardi si è acuita in modo significativo.

Il sindaco e la sua Giunta, con una politica del tutto miope rispetto alle esigenze della cittadinanza e altrettanto prona dinanzi alle imposizioni della Regione siciliana ha, in modo sciagurato, buttato due anni, preferendo litigare con la ex Usticalines, oggi Libertylines, e coalizzarsi con i compagni di partito a livello regionale in una inutile caccia alle streghe contro la compagnia di navigazione della famiglia Morace, producendo unicamente danni a svantaggio degli isolani.

Quella “guerra” ha prodotto l’emissione di un bando regionale a sotegno dei collegamenti integrativi con Ustica a dir poco penalizzante per le esigenze degli isolani, che prevede un blocco degli stessi per tre mesi, il primo anno, e di cinque mesi, negli anni a seguire.

Blocco che, relativamente al 2017, è stato ovviato grazie alla disponibilità della compagnia marittima SNS, di cui Libertylines ha rilevato nel frattempo il segmento dei trasporti veloci.

Dal primo gennaio 2017 al 31 marzo, e dal primo novembre al 31 dicembre di quest’anno, il mezzo veloce della SNS collegherà l’isola con il capoluogo siciliano con frequenza giornaliera e con due corse quotidiane di andata e ritorno; dal primo aprile 2017 al 31 maggio, e dal 16 settembre al 31 ottobre, invece, il servizio osserverà un giorno di sosta il giovedì, garantendo, negli altri giorni della settimana, una corsa quotidiana di andata e ritorno.

Una soluzione, questa, che rappresenta certamente un’alternativa migliore rispetto al prospettato blocco integrale dei trasporti integrativi, ma che ha il sapore della beffa per gli usticesi, i quali non vedono garantito il proprio diritto alla continuità territoriale e che, nei mesi di maggior criticità in termini di condizioni meteo-marine, quelli autunnali e invernali, si vedranno serviti dai mezzi veloci della SNS, quelli della ex Siremar per intenderci, che tante perplessità suscitano a proposito della loro tenuta del mare e della loro adeguatezza a coprire una tratta impegnativa come quella tra Palermo e Ustica.

Va poi sottolineato il fatto che questa sorta di accordo tampone sia stato trovato soltanto per il 2017, e che dal 2018 il problema di garantire la continuità territoriale degli usticesi si ripresenterà con tutto il suo carico di interrogativi.

Accanto a queste criticità ce ne sono tante altre, che abbiamo sviscerato nell’anno appena trascorso, e che riguardano, ad esempio, gli edifici scolastici, il diritto all’istruzione, la gestione dei rifiuti, lo stato del depuratore comunale, le problematiche cimiteriali, che richiederebbero l’attenzione e l’attivismo dell’Amministrazione comunale. Ma questa Amministrazione targata Attilio Licciardi, con un sindaco che ormai da tempo è ritornato alla sua occupazione principale in terraferma, somiglia sempre di più a una nave priva di timoniere in viaggio verso il nulla.

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2 thoughts on “L’EDITORIALE. Comune di Ustica, una nave priva di timoniere in viaggio verso il nulla

  1. Gent.Le Direttore, approfitto della occasione che mi fornisce il Suo editoriale per esprimere alcune personali considerazioni in merito alle cose scritte nell’articolo.
    E’ la pura verità ! Quanto riportato fotografa impietosamente, ma in forma assolutamente reale, lo stato in cui versa il nostro Comune . L’assenza di una guida nell’amministrazione della ordinarietà genera incertezze e disorientamento tra gli stessi dipendenti del Comune che ogni giorno si trovano a dovere fare fronte ai problemi che si presentano forniti solo delle loro capacità assumendosi spesso responsabilità non dovute ed altrettanto spesso cadendo in errore.
    Che la situazione gestionale contabile fosse avviata verso una fase di criticità lo denunciamo da due anni e nel caso specifico si è voluto, da parte dell’amministrazione, scientemente rinunciare a governare lo squilibrio economico adottando la parola d’ordine ” va tutto bene madama la marchesa !” .
    Non va bene niente, come riportato in modo puntuale nell’articolo, e gli effetti di tutto ciò arriveranno come un macigno sulle spalle delle famiglie usticesi.
    Ecco perché su una cosa sento di dovere dissentire rispetto a quanto da Lei riportato nell’articolo, questa Amministrazione non è una nave priva di timoniere in viaggio verso il nulla ma, al contrario, è ben guidata ed ha il timone dritto verso il peggio.
    Francesco D’Arca

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