USTICA. Hotel San Bartolomeo, chi e quando metterà mano alla messa in sicurezza e bonifica della struttura?

(Roberto Rizzuto) È tornata nei giorni scorsi d’attualità la vicenda relativa al San Bartolomeo, hotel di Ustica al centro di una storia processuale lunga, ormai, oltre trent’anni, che vede, da un lato, l’imprenditore Baldassare Bonura, dall’altro, il Comune isolano a rivendicarne, rispettivamente, la proprietà.

Sulla struttura – che venne inaugurata e aperta al pubblico nell’estate del 1984, ma che fu costretta alla chiusura dopo poche stagioni a seguito della vicenda giudiziaria a esso legata – è attualmente in corso un procedimento di usucapione attivato da Bonura. Tale procedimento risulta essere pendente in Appello, e prosegue secondo l’iter giudiziario previsto per legge.

Un botta e risposta intercorso su Facebook tra il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi, e Baldassare Bonura – scaturito da una recente ordinanza cautelare con cui è stata disposta, in favore del Comune, la reintegrazione del possesso dell’hotel San Bartolomeo – ha riacceso i riflettori sulla vicenda.

L’ordinanza – precisa Bonura – nulla ha a che fare con il procedimento di usucapione da lui attivato, ed è stata emessa, inoltre, considerando per la decisione, unicamente, la documentazione presentata dal Comune di Ustica. L’ordinanza è stata, quindi, appellata dallo stesso Bonura, che ne ha chiesto l’annullamento.

Al di là della vicenda processuale, che segue il proprio corso, il fatto più urgente che dovrebbe essere preso in considerazione – come evidenziato recentemente dalla nostra collaboratrice Frances Barraco – è rappresentato dalle condizioni di degrado in cui versa la struttura, che presenta numerose crepe sui cornicioni, oltre a essere infestata da topi e piccioni, che uniti alle zanzare, non appena la temperatura esce dagli standard invernali, rappresentano un problema serio per la salute di chi si trova a transitare nella zona circostante i due stabili della struttura.

La domanda più imminente da porsi, pertanto, prima ancora di interrogarsi su quale futuro e quale destinazione possa avere il San Bartolomeo, è: chi e quando metterà mano alla sua messa in sicurezza e bonifica?

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