USTICA. Trasporti, la “rivoluzione” dei venti irriducibili che forse cambierà il destino dell’isola

Lo scorso 15 febbraio, una cinquantina di passeggeri che, da Palermo, si sarebbero dovuti recare a Ustica con la corsa delle 16,30 servita dall’aliscafo “Fiammetta” della SNS, sono rimasti a terra per un guasto tecnico occorso al mezzo.

Tra i passeggeri c’era anche la consigliera comunale indipendente Patrizia Lupo, che ha così ricorstruito la vicenda: “Sono arrivata in agenzia alle ore 15,30, eravamo già una decina di persone in attesa di fare il biglietto. Gli impiegati – racconta Lupo – ci informano che non è possibile l’emissione, in quanto il sistema operativo dei pc stava effettuando un aggiornamento. Intanto in agenzia continuano ad arrivare persone che intendono imbarcarsi sull’aliscafo, e siccome sono le 16,15, ci si inizia a chiedere per quanto ancora deve durare questo aggiornamento, intanto sopraggiunge l’aliscafo che fa rientro dal rifornimento. Alle 16,35 ci viene comunicato che l’aliscafo non effettuerà la corsa per problemi tecnici. I passeggeri in attesa insorgono, io personalmente chiedo la motivazione di tale guasto tecnico, ma il comandante dell’aliscafo si limita a dirmi che non è tenuto a rispondere. Inizia una sorta di muro di gomma tra l’agenzia ed i passeggeri. Chiedo, dunque, che a tutti i passeggeri venga trovata una sistemazione adeguata, in base al regolamento Ue numero 1177/2010, art.17, p.2. Telefonicamente il consigliere Felice Caminita informa il sindaco, per richiedere la sostituzione del mezzo guasto, in modo tale da effettuare il rientro sull’isola di circa cinquanta passeggeri; risponderà un’ora dopo circa, dicendoci che è impossibile avere un mezzo in sostituzione”.

“Sono già oltre le 18 – prosegue Lupo – viene chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che arriveranno dopo quindici minuti circa, da questo momento in poi inizia una trattativa estenuante, rimbalzando la palla di mano in mano. È stato chiamato per ben cinque volte il call center. Ottenendo risposte inconcludenti ed evasive. Nel frattempo anche l’assessore ai Trasporti Amedea Alessandri viene messa al corrente della situazione da un passeggero. Alle 20,30 un addetto dell’agenzia ci comunica che, a nome del comandante Morace, tutti i passeggeri possono recarsi in albergo e successivamente chiedere il rimborso, dietro presentazione di un’istanza, entro trenta giorni. Il regolamento non prevede ciò, per cui i passeggeri, che nel frattempo hanno occupato pacificamente l’agenzia, non intendono accettare l’offerta. Noi non abbiamo chiesto nulla di ciò che non è previsto dal regolamento europeo, ma per loro c’era una sorta di interpretazione magica, addirittura uno degli impiegati sostiene che il regolamento è affisso in ufficio tanto per… ma non è che uno si deve proprio attenere a quello. In venti irriducibili passeggeri ci apprestiamo a passare una notte al porto, ci auto tassiamo per l’approvvigionamento di viveri e bevande, alcuni usticesi vengono a trovarci per darci conforto e solidarietà, tra i quali il consigliere Francesco D’Arca e grazie a Giorgio Tranchina ci giungono i viveri. Alle 23,15, qualcosa si concretizza, abbiamo ottenuto l’alloggio in strutture adiacenti il porto e a spese totali della compagnia, così come previsto dal regolamento”.

“Traggo purtroppo delle conclusioni o valutazioni amare – conclude Lupo – La Libertylines (che gestisce il comparto dei trasporti veloci della SNS, ndr), nella figura di Morace, con appalti in tutta la Sicilia, tiene in ballo, per sei ore, venti persone che chiedono che venga riconosciuto un loro sacrosanto diritto, sancito dall’Ue. L’impressione è stata di volerci sfinire fisicamente, ma non abbiamo mollato! Tra di noi anche Agostino Caserta, classe ’29, inamovibile.
Abbiamo mezzi vetusti, e nonostante sia cambiata la compagnia, nulla è cambiato nella gestione, se non per vessarci ancora di più sul prezzo del trasporto; a parte me, il consigliere Felice Caminita e Francesco D’Arca, nessuno dell’Amministrazione attiva ha speso una parola di solidarietà per quei cittadini che stavano vivendo una situazione di disagio, provocata comunque da cattiva o addirittura inesistente gestione sul tavolo delle trattative. L’assessore ai Trasporti sembra essere sempre caduta dalle nuvole, in quanto, evidentemente, non si ritiene necessario informarla di situazioni del genere, inoltre, nonostante fosse a Palermo, non ha ritenuto necessario intervenire. Certo, non c’erano turisti che dovevano alloggiare nelle strutture alberghiere dell’isola, i passeggeri erano solo insegnanti e residenti andati a Palermo mezza giornata, chi per ricevimento scolastico, chi per visite mediche. Potremmo dire dunque, quattro facinorosi…”.

A queste dure parole d’accusa si sono, quindi, aggiunte quelle del consigliere comunale Felice Caminita, capogruppo de “L’Isola”. “Abbiamo potuto constatare il fallimento della politica dei trasporti tanto cara al sindaco Licciardi ed alla sua maggioranza – dice Caminita – Non è più sopportabile essere considerati cittadini di serie B che devono subire l’incapacità e l’incompetenza di chi con arroganza pretende di sapere tutto”.

Per Caminita, la protesta andata in scena mercoledì sera “non è poco, perché è l’inizio di una rivendicazione più ampia che deve vedere aumentati i collegamenti, migliorati i mezzi e modificati gli orari, rigettando l’idea sbagliata che il sindaco, in assoluta solitudine, ha voluto imporre alla cittadinanza quasi a volere infliggere una punizione. Andiamo oltre il sindaco e la sua improbabile maggioranza, riprendiamo in mano il nostro destino e rivendichiamo i nostri diritti. Mettiamo alla porta sindaco e maggioranza che credono di potere gestire tutto e tutti a proprio piacimento, ma facciamolo presto, perché l’isola è già al collasso”.

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