USTICA. Trasporti, una nuova grana nel “mosaico” di Licciardi: dal 1° aprile orari penalizzanti per la comunità isolana

(Frances Barraco) Torniamo, ancora una volta, a parlare di trasporti, quei trasporti che collegano l’isola di Ustica alla terraferma e garantiscono la continuità territoriale.

Dal 1° di aprile cambieranno gli orari dei mezzi veloci composti dal servizio statale, coperto da aliscafo, ed inizierà il servizio regionale, coperto da catamarano.

Il servizio regionale/catamarano manterrà gli stessi orari dello scorso anno, mentre il servizio statale/aliscafo ha visto gli orari stravolti. Che cosa è accaduto? Ne abbiamo ampiamente parlato già lo scorso gennaio, ma occorre ritornarci su.

Nell’ultimo bando a valenza comunitaria emesso dalla Regione siciliana per il servizio di trasporti integrativi per le isole minori, servizio che si va ad incastrare con quello statale ed insieme garantiscono la continuità territoriale, la Regione lo ha finanziato soltanto per sette mesi, la copertura dei restanti cinque si è ottenuta “spalmando” il servizio statale; ovvero sottraendo alcune corse dell’aliscafo (servizio statale) a quei mesi in cui ci sarebbe stata la copertura del servizio regionale/catamarano.

In questo modo, è vero, si è mantenuta la continuità territoriale, ma gli orari sono impraticabili.

In buona sostanza, dal 1° di aprile al 30 giugno, e dal 1° settembre al 31 ottobre l’ultimo collegamento da Palermo con Ustica sarà alle 13,00, tranne il martedì, che vedrà l’ultima ed unica corsa del pomeriggio alle 19.

Questo farraginoso “gioco delle tre carte”, messo in atto per garantire un congruo risparmio alla Regione, pesa per intero sui cittadini isolani. Gli studenti usticesi fuori sede non avranno la possibilità di tornare ad Ustica il sabato dopo la fine delle lezioni; tutti coloro che, pur vivendo e lavorando a Palermo, hanno casa ad Ustica, si vedranno accorciato il weekend, perché potranno arrivare sull’isola solo il sabato mattina e quei turisti che, fuori stagione, sceglieranno Ustica per le loro vacanze, a meno di non mettere in conto una notte a Palermo, dovranno arrivare nella prima mattina in tempo per prendere il mezzo delle 13.

A gennaio, quando furono pubblicati questi orari, il sindaco Licciardi parlò di un “refuso”, sarebbero stati cambiati, ma a dieci giorni dal primo di aprile questo non è ancora avvenuto.

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