USTICA. Trasporti, un nuovo braccio di ferro tra Regione e Libertylines giocato sulla pelle degli isolani

(Frances Barraco) Come avevamo già evidenziato in un precedente articolo, dal 1° aprile al 30 giugno, e dal 1° settembre al 31 ottobre, gli orari dei mezzi veloci subiranno un cambiamento.

Mentre il servizio svolto dal catamarano, attraverso il bando di gara regionale, manterrà gli stessi orari dello scorso anno che vedono l’ultima corsa del mezzo da Palermo alle 13, l’aliscafo – servizio in convenzione ministeriale – effettuerà una corsa in meno rispetto allo scorso anno. La seconda corsa giornaliera effettuata dall’aliscafo, da aprile a giugno e da settembre a fine ottobre, è stata infatti trasferita come seconda corsa nei mesi in cui non è previsto il servizio del catamarano, in modo da garantire la continuità territoriale.

Pertanto, mancando, in questi mesi, la seconda corsa di aliscafo, l’unica e ultima corsa di un mezzo veloce da Palermo resta quella effettuata alle 13 dal catamarano.

Già dall’inizio dell’anno si conosceva questa situazione, e già da allora erano sorte proteste tra i cittadini. Il sindaco Licciardi aveva, allora, rassicurato tutti, dicendo che si trattava di un refuso, e che presto gli orari sarebbero stati modificati, ma essendo arrivati ormai quasi alla soglia del 1° aprile senza aver visto alcun cambiamento, ecco che la preoccupazione e le proteste hanno ripreso vita sino al partorire di una lettera, a firma di alcuni operatori turistici e della associazione VisitUstica, diretta al sindaco Licciardi, con la quale si rappresenta il grosso disagio provocato, per l’appunto, da detti orari.

Ieri, 23 marzo, sulla pagina Facebook “Ustica Democratica”, Licciardi ha pubblicato una lettera, in pari data, diretta dalla Regione siciliana alla società Libertylines, al Comune di Ustica e alla Capitaneria di porto di Palermo, con la quale si impone, alla società Libertylines, dal 1° di aprile al 30 giugno, di fare slittare la partenza da Palermo del catamarano dalle 13 alle 16,30, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, contenuto nel bando di gara attraverso il quale la società si è aggiudicata il servizio, e che così recita: “E’ facoltà della Amministrazione aggiudicatrice – più innanzi denominata stazione appaltante – richiedere variazioni degli orari, delle frequenze e dei periodi di cui alle tabelle
dell’allegato tecnico, per far fronte alle eventuali esigenze di pubblica utilità”.

Il richiamo all’articolo 5 mette in evidenza che gli orari, sin qui pubblicati, non sono frutto di un refuso, ma sono quelli previsti dal bando di gara.

“Bisogna ancora vedere – ci dice Ettore Morace, amministratore delegato e presidente della Libertylines – in che modo e in quale misura la Regione siciliana pensa di compensare la società”, che, per mettere in atto i nuovi orari, dovrà riconoscere gli “straordinari” al personale addetto a questa linea.

C’è ancora da dire che la formula del ricorso all’articolo 5 è stata prevista dalla Regione solo dal 1° aprile al 30 giugno, e che il problema si ripresenterà, nello stesso modo, dal 1° settembre al 31 ottobre.

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