USTICA. Trasporti, il gioco delle tre carte del sindaco Licciardi ai danni della popolazione isolana

(Frances Barraco) È giunto il momento di fare il punto su quanto sta accadendo a Ustica.

Dopo il bando a valenza comunitaria, emesso dalla Regione per i servizi di collegamento integrativi, che copre sette mesi anziché dodici, si è venuto a creare uno squilibrio che, di fatto, lasciava scoperti di continuità territoriale i cinque mesi vacanti del servizio integrativo.

Per sanare questo squilibrio, la Regione, di concerto con l’Amministrazione di Ustica, utilizzando i mezzi veloci in convenzione con il ministero, ne ha spostato alcune corse dai mesi di bassa stagione in cui ne venivano effettuate due, ai mesi rimasti scoperti dal servizio integrativo.

Questa operazione, se da una parte ha ripristinato la continuità territoriale da novembre a marzo, dall’altra ha creato una indecente situazione, relativa agli orari dei mezzi, nei mesi a cui queste corse erano state sottratte.

In questo modo in aprile-maggio-giugno-settembre e ottobre, l’isola di Ustica si trova ad avere, sulla tratta Palermo-Ustica: corsa di catamarano alle 7, nave alle 8,30, aliscafo alle 8,40 e ancora catamarano alle 13.

Questo assetto orario, oltre a creare pesanti disagi all’utenza, dei quali abbiamo ampiamente parlato in precedenti articoli, crea un enorme spreco di denaro pubblico con la concentrazione, nell’arco di due ore, di tre corse in partenza da Palermo, mentre ne lascia vuoto il pomeriggio.

Questo risultato, paventato da tempo dai cittadini usticesi e più volte portato all’attenzione dell’Amministrazione, non è stato sin qui sanato.

Il 3 aprile si è tenuta un’assemblea cittadina, indetta dal sindaco Licciardi, allo scopo di “decidere le forme di protesta necessarie a sbloccare questa assurda situazione”.

Davanti a una massiccia presenza di cittadini, il sindaco ha denunciato la sua incapacità a risolvere la cosa, nonostante svariati tentativi messi in atto già dallo scorso settembre e ha annunciato, per il giorno successivo, la sua presenza ad un tavolo tecnico in Regione indetto ad hoc. Ha inoltre chiesto ai cittadini di pensare a una forma di protesta da mettere in atto a sostegno delle richieste che avrebbe fatto alla Regione.

La consigliera Ailara, del gruppo di maggioranza e con delega ai Trasporti, ha proposto una forma di protesta volta al blocco dei mezzi veloci.

Questa proposta non è stata favorevolmente accolta dalla maggior parte dei presenti che, a questo punto, hanno chiesto contro chi si sarebbe dovuto protestare, contro la Regione o contro la società Libertylines, che regge il servizio mezzi veloci per Ustica.

“Contro la Regione”, è stato risposto dall’Amministrazione, ma allora perché bloccare i mezzi veloci, causando, così, danno all’utenza ed alla società Libertylines?

È stata fatta qualche proposta alternativa, ma è subito risultato evidente che l’Amministrazione si era presentata a questa assemblea avendo già deciso a priori come si sarebbe mossa, tant’è che, in sintesi, la consigliera Ailara ha dichiarato che il mattino successivo, mentre il sindaco sarebbe stato a trattare con la Regione, lei e gli altri componenti il gruppo di maggioranza, insieme all’Amministrazione attiva, sarebbe stata a manifestare al porto e “chi vuole venire, viene, noi saremo lì”.

Il capogruppo della minoranza, Caminita, presente in assemblea, ha chiesto al sindaco di poter essere presente al tavolo tecnico che si sarebbe tenuto il giorno dopo in Regione, il sindaco, dopo qualche tentennamento, ha risposto positivamente.

Cos’è accaduto il 4 aprile? Il sindaco e così anche il consigliere Caminita sono partiti alla volta di Palermo, mentre il gruppo di maggioranza, sostenuto da un gruppo di cittadini, è sceso al porto a manifestare.

All’arrivo a Palermo, Licciardi ha abilmente depistato Caminita dandogli appuntamento telefonico per la tarda mattinata per comunicargli a che ora e dove si sarebbe tenuto il tavolo tecnico. Morale della favola: il sindaco non si è mai messo in contatto con Caminita, il quale, pur provando a chiamare, ha trovato, dall’altra parte, l’utente irraggiungibile.

Questo solitario incontro di Licciardi con la Piazza, dirigente regionale ai Trasporti, ha partorito un’ennesima lettera da parte della Regione, diretta ancora una volta alla società Libertylines, nella quale si invita la società a spostare nel pomeriggio la partenza delle 8,40 dell’aliscafo per Ustica.

Questa lettera, ultima di tre, tutte volte a ottenere lo stesso risultato, specifica che “eventuali maggiori costi paventati non potranno che trovare composizione nell’ambito della convenzione, con eventuali altre economie maturate o rimodulazioni complessive da operarsi per gli importi finanziari occorrenti”.

Nel frattempo, i manifestanti al porto di Ustica, attendendo la risposta della società Libertylines, si sono organizzati con un barbecue in banchina, hanno ritardato la partenza pomeridiana dell’aliscafo per Palermo e ne hanno impedito l’attracco, in ritorno da Palermo in serata, salvo lasciare sbarcare i passeggeri ad un secondo tentativo dell’aliscafo che è ritornato a Palermo perché, per la seconda volta, gli era impedito l’attracco.

Per il 5 aprile è stato annunciato il blocco all’attracco del catamarano.

A questo punto appare chiaro che, sin dal primo momento, la protesta sarebbe stata finalizzata contro la società Libertylines con lo scopo di forzare la società ad effettuare il cambio orario, richiesto dalla Regione e dal sindaco Licciardi, senza avere una copertura finanziaria certa.

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