L’EDITORIALE. La popolazione isolana “vittima sacrificale” nell’inutile guerra di Licciardi alla Libertylines

(Frances Barraco) Quest’ultima manifestazione di protesta per rivendicare orari migliori di collegamento tra Ustica e Palermo si è resa necessaria per supportare la richiesta che il sindaco Licciardi avrebbe posto, in tal senso, all’assessorato ai Trasporti.

Ma le modalità scelte dall’Amministrazione per attuare la protesta, cioé mettere in atto il blocco dei mezzi veloci, non ha avuto un corale accoglimento da parte della cittadinanza usticese.

I cittadini si sono presentati in gran numero all’assemblea indetta ad hoc lo scorso 3 aprile, con animo carico delle preoccupazioni economiche che sta vivendo l’isola al momento e poco ben disposti nei confronti dell’Amministrazione, né il sindaco e né gli altri amministratori presenti sono stati in grado di ben gestire l’adunanza.

La scelta di impedire l’attracco dei mezzi veloci per fare pressione sulla Regione non ha convinto, ed a ragione, gran parte dei cittadini; infatti, dopo l’incontro del sindaco con la dirigente Dora Piazza, dell’assessorato ai Trasporti, e la nuova richiesta di cambiamento degli orari fatta alla società Libertylines che, ancora una volta, ha risposto legando la propria disponibilità alla copertura economica, la protesta si è manifestatamente rivolta contro la società di navigazione.

La mediazione del prefetto, il 5 aprile, ha sortito una nuova proposta di orari e l’interruzione della manifestazione di protesta, ma ha aperto un nuovo contenzioso tra cittadini e Amministrazione.

Questi nuovi orari, come detto dall’assessore Salerno, prima di essere proposti alla Libertylines, sarebbero dovuti passare al vaglio dei cittadini, ma questi li hanno conosciuti solo attraverso una lettera, da Licciardi all’assessorato, nella quale si comunica che l’Amministrazione intende accettare la proposta della Regione.

Ma anche questi ultimi orari proposti dalla Regione e accettati dall’Amministrazione comunale lasciano a desiderare.

L’atmosfera si è scaldata ancora di più quando, con un comunicato stampa, Ettore Morace, amministratore della Libertylines, ha dichiarato che la protesta contro la società di navigazione non ha senso visto che gli orari degli aliscafi per Ustica sono stati decisi dal Comune. Sono così nate le fazioni, chi contro il Comune e chi contro Morace, e gli uni contro gli altri.

Questo assurdo pastrocchio nasce dall’incapacità del sindaco Licciardi a gestire la situazione trasporti sin dal momento della stesura del bando regionale per i collegamenti integrativi.

Risulta ormai chiaro che, da parte dell’Amministrazione Licciardi, non c’è mai stata né capacità né volontà a fare pressioni sulla Regione, anche solo per ottenere quel minimo necessario a mettere una valida pezza sul buco causato dal bando regionale per i trasporti integrativi che, coprendo solo sette mesi su dodici, lascia i cittadini usticesi senza continuità territoriale.

La mossa dell’Amministrazione continua ad essere quella di aizzare la cittadinanza contro la società Libertylines per ottenere che, quest’ultima a sue spese, salvi la patria.

Queste sono le ultime riflessioni raccolte tra i cittadini, mentre oggi, 7 aprile, non si vede ancora soluzione.

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