USTICA. Scuola media: “Nessun pericolo d’instabilità della struttura”. In Procura gli atti della commissione consiliare d’indagine sui lavori milionari

(Frances Barraco) Nel settembre del 2016, il Consiglio comunale di Ustica deliberava la costituzione di una commissione d’indagine sui lavori ai plessi scolastici. Venivano nominati quali componenti i consiglieri Mario Bellavista (del gruppo di minoranza “L’Isola”), Patrizia Lupo (indipendente), Vittoria Salerno, Clelia Ailara e Renato Mancuso (del gruppo di maggioranza “Ustica Democratica”). Assumeva la presidenza della commissione il consigliere Mario Bellavista.

La commissione ha chiuso i propri lavori il 19 maggio 2017, mentre la relazione conclusiva è stata portata in Consiglio comunale il 13 giugno.

Il riassunto del lavoro della commissione, fatto da Bellavista in Consiglio comunale, ha evidenziato come, con l’aiuto dell’attuale capo dell’Ufficio tecnico, Cuccia, si sia appurato che non sussistevano e non sussistono pericoli di instabilità della struttura causati da mancanza di fondazioni; viene, così, clamorosamente sgonfiato lo scandalo evocato dal sindaco Licciardi, che, nella seduta del 2 settembre 2016, con molta enfasi, aveva fatto risalire l’origine del problema alla carente attenzione da parte del capo dell’Ufficio tecnico del tempo, alla realizzazione dei lavori originari.

Licciardi, in quella circostanza, aveva parlato di “scandalo”, addebitando la situazione odierna a chi, ai tempi della costruzione del plesso scolastico, avrebbe dovuto vigilare e non lo avrebbe fatto.

In buona sostanza, la commissione d’indagine, che ha svolto un lungo lavoro certosino, ha evidenziato grosse incongruenze tra le dichiarazioni delle varie parti interrogate, e ha ritenuto di concludere così: “Tuttavia, essendo state le dichiarazioni dei soggetti coinvolti contraddittorie, ed essendo l’argomento trattato particolarmente caratterizzato da aspetti tecnici e tecnico-giuridici, si ritiene opportuno e necessario trasmettere tutti gli atti della commissione alla Corte dei conti, alla Autorità nazionale anticorruzione, al Miur e alla Procura della Repubblica competente, al dipartimento tecnico presso l’assessorato regionale delle Infrastrutture, al fine di operare gli ulteriori accertamenti che non sono espletabili da questa commissione”.

Questa proposta, portata al voto in Consiglio comunale, ha visto una prima posizione contraria da parte della consigliera Salerno, che ha motivato la sua perplessità in merito, per paura che, eventuali indagini, potessero rallentare o addirittura ostare la ripresa dei lavori alla scuola media. Alla fine, la proposta è stata votata all’unanimità.

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