USTICA. Le bugie dell’accoppiata Licciardi-Riccio sulla vicenda del depuratore comunale

(Roberto Rizzuto) “Ieri mattina, io ed Attilio Licciardi, abbiamo appreso dalla stampa di essere stati rinviati a giudizio sulla vicenda del depuratore di Ustica; in coscienza, riteniamo di non avere commesso alcun reato. Siamo stati noi che abbiamo prima denunciato il problema e poi ci siamo adoperati per risolverlo. Siamo persone, da sempre, impegnate per l’affermazione della legalità e della giustizia, e attendiamo sereni di dimostrare le nostre ragioni non appena ne avremo l’occasione”.

Così Giuseppe Riccio, ex responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Ustica, commenta la notizia, diffusa ieri dal Giornale di Sicilia, relativa al processo che lo vedrà imputato, insieme al sindaco dell’isola, Attilio Licciardi, e al responsabile per il ciclo delle acque, Claudio Gucciardi, per reati contro l’ambiente.

In un accorato post pubblicato su Facebook, a nome anche del sindaco Licciardi, Riccio ripercorre i fatti, fornendo la propria versione dell’accaduto.

“I primi giorni di giugno del 2014 – scrive Riccio – abbiamo denunciato noi – sindaco, capo ufficio tecnico e responsabile ciclo acque – che l’impianto era fermo e sversava i propri reflui in zona B della riserva marina. Lo abbiamo fatto, nel rispetto dei ruoli che competono alla politica e alla burocrazia, di segnalare subito alle autorità preposte il “fermo impianto”. Ciò a differenza di coloro che ci avevano preceduto e che hanno creato il disastro che trovammo”.

“Questo – prosegue Riccio – ci hanno fatto trovare: gli operai comunali non potevano entrare in sicurezza nell’impianto: la grigliatura all’ingresso corrosa dalla ruggine per anni di incuria, il canale di gronda di protezione all’impianto era completamente ostruito e le acque di pioggia si infiltravano direttamente nel locale ove sono collocati i quadri elettrici che comandano tutte le pompe, le scale di accesso all’impianto erano senza alcuna protezione (ringhiere o corrimano) ed ancora i fanghi di depurazione, anziché essere depositati nelle vasche di essiccazione, per lungo tempo sono stati sversati sulla scarpata e quindi a mare. Per poter rimettere in funzione il depuratore occorreva prima di tutto garantire l’accesso all’impianto nelle condizioni minime di sicurezza per i lavoratori”.

“Dopo la denuncia – incalza Riccio – ci siamo sbracciati, abbiamo chiesto al dipartimento Acque e Rifiuti di aiutarci (in quel momento il Comune era pure senza bilancio e non possedeva le necessarie risorse e non vi erano sull’isola le imprese con le necessarie competenze), ma non ci hanno dato ascolto, quindi con le sole forze dell’Amministrazione (appena approvato il bilancio a fine luglio 2014) sono stati eseguiti i lavori per rimettere in funzione il depuratore (spendendo circa 30 mila euro), che già nell’autunno funzionava ed era tornato a rispettare i parametri di legge. Oggi, come allora, ci vantiamo di avere tutelato l’isola e la riserva marina e se qualcuno vuole costituirsi parte civile lo faccia insieme a noi contro i responsabili dello scempio che abbiamo trovato”.

“Confermiamo – conclude Riccio – che Ustica ha un mare splendido e pulito anche perché ha un depuratore che funziona, che le 5 vele assegnate quest’anno ad Ustica sono il frutto di un lavoro duro e continuo che si è sviluppato negli ultimi anni e che sono il giusto premio a questa rinnovata attenzione alle tematiche ambientali”.

Secondo la ricostruzione dei fatti qui proposta da Riccio e Licciardi, dunque, il depuratore di Ustica funzionerebbe regolarmente dall’autunno del 2014. Tuttavia, tre fotografie scattate in un arco temporale di oltre un anno e mezzo (21 gennaio 2015, 16 agosto 2015 e 20 agosto 2016) documentano con chiarezza il contrario, vale a dire il malfunzionamento del depuratore e l’altrettanto evidente danno ambientale. In particolare, la foto del 21 gennaio 2015, scattata dal blogger Pietro Bertucci e pubblicata sul sito Ustica Sape, era stata al centro di una denuncia-querela ad opera del sindaco Licciardi ai danni dello stesso Bertucci; il procedimento giudiziario a carico di Bertucci per procurato allarme si è chiuso nell’ottobre 2016 con l’archiviazione della posizione del blogger, che, ha stabilito il giudice, ha agito nel rispetto del diritto di cronaca.

In tempi più recenti, esattamente il 14 giugno 2017, una prova che documenta le precarie condizioni dell’impianto di depurazione comunale è stata fornita dallo stesso sindaco Licciardi, che ha emesso un’ordinanza con cui ha affidato la realizzazione di lavori urgenti al depuratore, riguardanti la manutenzione ordinaria completa di tutta la componentistica e dei macchinari presenti nell’impianto e la fornitura e collocazione del macchinario di grigliatura installato nel tunnel fognario lato mare. La stessa ordinanza sottolinea l’urgenza di tali interventi, affidati con procedura diretta, al fine di non compromettere la funzionalità dell’impianto di depurazione e, si legge nell’ordinanza, di non “arrecare grave pregiudizio alla pubblica e privata incolumità”.

Annunci

One thought on “USTICA. Le bugie dell’accoppiata Licciardi-Riccio sulla vicenda del depuratore comunale

  1. Certo, la vicenda è complessa. L’ex responsabile dell’Uff. Tecnico non può responsabilizzare dell’accaduto un’amministrazione che ormai non c’è più. Avranno anche denunciato il malfunzionamento dell’impianto ma resta il fatto che non hanno risolto il problema, anzi, hanno creato un danno ambientale e per tale reato è giusto che entrambi si prendano le proprie responsabilità e paghino per la loro incuria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...