USTICA. La “bomba” del depuratore esplode in piena stagione turistica. Il refluo contenuto nel sedimentatore sarà smaltito in mare: ordinato divieto di balneazione dal 3 al 13 agosto in un’area di 300 metri

(Frances Barraco) Non era un mero allarmismo quello di quei cittadini che denunciavano il malfunzionamento del depuratore comunale, né erano tanto lontani dalla realtà gli articoli comparsi lo scorso 15 luglio sul Giornale di Sicilia e su La Sicilia, nei quali si parlava proprio del malfunzionamento del depuratore di Ustica, articoli contro i quali il sindaco Licciardi aveva caldeggiato una mozione consiliare a tutela dell’immagine dell’isola.

Ricordiamo che, lo scorso 14 giugno, un’ordinanza del sindaco aveva stabilito “l’immediata esecuzione dei lavori urgenti atti all’eliminazione degli inconvenienti evidenziati nell’impianto di depurazione comunale”.

Da quel momento in poi, tutta la storia è narrata in una nuova ordinanza, del 3 agosto, di divieto di balneazione in prossimità del recapito a mare del depuratore comunale.

Dall’ordinanza del 14 giugno, l’Ati, ditta incaricata dei lavori, insieme al personale dell’Ufficio tecnico, soltanto in data 6 luglio ha effettuato un sopralluogo addivenendo all’individuazione dei lavori da eseguire; il 12 luglio sono state avviate le operazioni di manutenzione concordate; il 14 luglio, quindi, è emersa la necessità di attivare il ricircolo dei fanghi dell’impianto. Il 2 agosto l’Ati comunicava che “il torrino centrale di espansione del sedimentatore, attraverso il quale il mixed-liquor viene trasferito dalla fase di ossidazione alla fase di sedimentazione finale, risulta essere distaccato dalla tubazione ed il pozzetto di ricircolo e spillamento risulta intasato”; le operazioni necessarie per potere ripristinare il funzionamento consistono nel “bypassare l’impianto, provvedere allo svuotamento totale del sedimentatore e alla disotturazione del pozzetto di ricircolo e spillamento”, operazione questa che “comporta lo smaltimento del refluo contenuto all’interno del sedimentatore in mare”.

Tutte queste operazioni “comporteranno un fuori servizio dell’impianto di depurazione e pertanto necessita provvedere all’immediata emanazione di una ordinanza di divieto di balneazione nel raggio di 300 ml (metri lineari, ndr) dal punto di recapito a mare”.

I lavori di bypasso inizieranno il 7 agosto, mentre l’ordinanza di divieto di balneazione parte dal 3 sino al 13 agosto.

All’ordinanza è allegata una planimetria che evidenzia i 300 ml interessati dall’interdizione, che, in un ampio arco, vanno dall’inizio di Cala Giacone ad oltre la Punta Omo Morto.

Non sappiamo ancora se, in seguito a questa operazione, ci saranno danni ambientali ed in quale misura, ma ci chiediamo perché il sindaco abbia, caparbiamente, sin qui voluto negare l’evidenza.

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  1. Sono ben noti altri sistemi per effettuare tali operazioni evitando di riversare tutto in mare come ad esempio il collegamento allo scarico di autobotti munite di adeguate pompe.
    Ovviamente siamo in Sicilia o ancor meglio siamo a Ustica, ovviamente con una operazione del genere mi sarà impossibile tacere e visto che lo stato italiano continua a far finta di nulla provvederò a denunciare tale danno ambientale alla comunità europea con la speranza di un risvolto!

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