Isole minori, i Sindaci contro l’aumento del 18% delle tariffe: “Ora basta”

(Frances Barraco) Nella giornata di ieri, 7 agosto, è stato divulgato un comunicato stampa a firma di tutti i Sindaci delle Isole Minori Siciliane, “in riferimento alla comunicazione della Società di Navigazione Siciliana del 4 agosto 2026, con la quale è stato annunciato, con decorrenza 10 agosto 2026, un incremento generalizzato del 18% delle tariffe applicate ai collegamenti marittimi”.

Di questi comunicati stampa, sempre con lo stesso oggetto, ne abbiamo letto a iosa negli ultimi anni, reiterati e reiterati, ma rimasti tutti inevasi.

Quest’ultimo, che alleghiamo, ha un tono diverso, fa un’analisi cruda e incisiva del quadro che si ripresenta per l’ennesima volta.

I cittadini che vivono sulle isole minori siciliane non sono come tutti gli altri cittadini italiani; i cittadini isolani hanno tutti i doveri e nessuno dei diritti previsti dalla Costituzione Italiana.

Citiamo ancora: “La continuità territoriale non può limitarsi a garantire l’esistenza dei collegamenti. Essa deve assicurare che quei collegamenti siano realmente accessibili e sostenibili, perché soltanto in questo modo il principio costituzionale dell’insularità potrà trovare concreta attuazione”.

Il comunicato stampa conclude chiedendo “un atto di coraggio da parte delle Istituzioni Nazionali e Regionali, quello di affrontare in modo definitivo una questione che non riguarda esclusivamente l’equilibrio economico di una convenzione di servizio, ma investe il diritto delle comunità insulari a poter vivere, lavorare e svilupparsi in condizioni di effettiva parità con il resto del Paese, va fatto subito per dare certezze alla popolazione delle piccole isole, spesso dimenticata”.

Resta ora da vedere quale sarà l’esito questa volta. Per gli isolani è piena stagione turistica, le Istituzioni Nazionali sono in accesa campagna elettorale, quelle Regionali sono impegnate nel varo di nuove navi.

Ustica, stangata sui collegamenti: dal 10 agosto tariffe aumentate del 18%

(Frances Barraco) Mercoledì 5 agosto, la SNS, compagnia di navigazione che gestisce, in convenzione statale, i collegamenti marittimi con navi e mezzi veloci sulle isole minori siciliane, ha annunciato un aumento del 18% su tutte le categorie tariffarie a partire dal prossimo 10 agosto. L’aumento viene giustificato “al fine di compensare, sebbene solo parzialmente, i maggiori oneri sostenuti a seguito del perdurare dei rincari sul costo del carburante e in assenza di misure di sostegno al settore”.

Questa tipologia di aumenti, con le stesse motivazioni, è iniziata nel giugno 2022 in misura del 20%, continuata a novembre 2023 con un altro 20% ed ancora nel febbraio 2024 con un ulteriore 10%. Sinora questi aumenti non erano stati previsti per i residenti delle isole minori, cosa che invece avverrà con il 18% previsto per il prossimo 10 agosto.

Ricordiamo che i collegamenti in convenzione statale sono definiti, nella stessa convenzione, “minimi ed essenziali”. Il che significa che sono irrinunciabili per chi risiede sulle isole minori.

Per quanto riguarda Ustica, al danno continua ad aggiungersi la beffa. Come abbiamo più volte raccontato, il mezzo veloce che serve Ustica ogni 2 per 3 è in avaria. Anche ieri, mentre da una parte veniva annunciato l’aumento tariffario, dall’altra si verificava l’ennesimo problema tecnico dell’aliscafo Natalie M.

Potrebbe risultare sterile continuare a parlare del ricatto cui ciclicamente sono sottoposti gli isolani, “o paghi di più o non parti”, così come delle ricadute sul costo dei generi di prima necessità che arrivano con la nave, a partire dal cibo, passando per la benzina e il gasolio, sino ad arrivare alla bombola del gas da cucina. Oggi, ad Ustica, quella piccola si paga 32 euro.

Senza parlare delle lamentele dei turisti quando dicono che costa troppo arrivare sull’isola, così come costa troppo soggiornarvi.

Nessuno sembra però occuparsi dei residenti che, come tutti i cittadini italiani, pagano le tasse e sono attenzionati dallo Stato con i suoi controlli, come in questi giorni ad Ustica, con le verifiche da parte dei NAS.

Ustica, sentenza del TAR sul caso Guccione: il ricorso è inammissibile, ma la vicenda resta aperta

(Frances Barraco) Lo scorso 3 luglio è stata emessa la sentenza del TAR in merito al ricorso proposto da Diego Altezza, Giancarlo Caserta e dall’Associazione Nazionale per la Giustizia Giusta (A.Na.G.G.) per l’annullamento della delibera della Giunta municipale del Comune di Ustica n. 95 del 28/10/2025, nella parte in cui ha modificato la modalità di copertura del posto di “istruttore direttivo tecnico” da concorso a stabilizzazione.

Tale delibera di Giunta vede, oggi, a capo dell’Ufficio Tecnico l’ing. Riccardo Guccione.

La sentenza del TAR così delibera: «Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara, nei termini esposti in motivazione, inammissibile per difetto di giurisdizione e, per il resto, inammissibile per difetto di interesse.»

Il sindaco Militello ne rende edotta la cittadinanza con un comunicato istituzionale, asserendo: «Nessuna irregolarità, quindi; solo scontro politico a spese dei cittadini: il TAR boccia il ricorso contro il Comune di Ustica e il Capo UTC. I giudici amministrativi hanno smontato punto per punto le accuse, evidenziando come i ricorrenti non avessero alcuna legittimazione o interesse giuridico per agire.»

Non è della stessa opinione il capogruppo della minoranza, Diego Altezza, che, in un video sui social, pur ammettendo le ragioni della sentenza, che definisce i soggetti ricorrenti non legittimati a rivolgersi al TAR, afferma che questi, ora, si rivolgeranno al giudice ordinario.

Leggendo la sentenza per intero, in realtà si evince che, proprio per il fatto dell’illegittimità dei ricorrenti, il TAR non può entrare nel merito del contendere. Tuttavia, «dispone che, a cura della Segreteria di questo Tribunale, la presente sentenza sia trasmessa alla Procura presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Siciliana», alla luce dei fatti esposti dai ricorrenti.

Porta la data di ieri, 23 luglio, una PEC da parte dell’avv. Francesco Menallo, rivolta al sindaco e alla Giunta del Comune di Ustica, nella quale, in nome e per conto degli stessi ricorrenti al TAR, invita ad «attivarsi con immediatezza a compiere gli atti necessari per annullare o revocare le procedure di stabilizzazione dell’ing. Riccardo Guccione», siccome totalmente illegittime e foriere di responsabilità erariale, secondo la sentenza n. 60/2026, emanata il 9 gennaio 2026 dal TAR Palermo, passata in giudicato, con cui è stata confermata l’illegittimità degli incarichi ex art. 110 TUEL conferiti all’ing. Riccardo Guccione.

Sembrerebbe una questione di lana caprina, se non fosse che questa sentenza del TAR non stabilisce vincitori e vinti, tant’è che dispone la compensazione delle spese di lite e, pur non deliberando sulla questione del contendere, trasmette gli atti alla Procura presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Siciliana.

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